La riduzione dei dazi sulla pasta italiana negli Stati Uniti riaccende il dibattito sul commercio agroalimentare tra Roma e Washington. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha commentato positivamente la decisione, definendola “una notizia che rende giustizia alle nostre aziende e a un prodotto simbolo del Made in Italy”.
In una nota ufficiale, il ministro ha spiegato che il risultato è frutto di un lavoro diplomatico avviato tempestivamente dal governo italiano per evitare che tariffe penalizzanti colpissero uno dei comparti più rappresentativi dell’industria agroalimentare nazionale.
L’azione diplomatica è stata condotta anche attraverso l’ambasciata italiana negli Stati Uniti, guidata dall’ambasciatore Marco Peronaci, in coordinamento con le istituzioni coinvolte nella gestione dei rapporti commerciali tra Italia e Stati Uniti.
Il mercato statunitense rappresenta infatti uno dei principali sbocchi per l’export della pasta italiana, un prodotto che gode di grande popolarità tra i consumatori americani e che contribuisce in modo significativo alla diffusione dell’immagine gastronomica italiana nel mondo. Dazi elevati avrebbero potuto tradursi in un aumento dei prezzi al dettaglio e in una riduzione della competitività dei produttori italiani rispetto ai concorrenti internazionali.
Per il governo, la riduzione delle tariffe rappresenta un segnale positivo per l’intero comparto agroalimentare, rafforzando la presenza del Made in Italy negli Stati Uniti e confermando il ruolo della diplomazia economica nella tutela degli interessi delle imprese italiane sui mercati globali.
