La mobilità urbana non è neutra: lo conferma il convegno “Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, promosso da Roma Servizi per la Mobilità insieme a Isfort, Trt, Asstra, Tper Spa e altre associazioni del settore.
Al centro dell’evento, il Position Paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne”, che propone linee guida per un sistema di trasporti più inclusivo, flessibile e sicuro, valorizzando il contributo delle donne nel settore.
I dati emersi delineano un quadro chiaro: la mobilità femminile è più variabile e flessibile, ma anche più vincolata a vincoli familiari e alla percezione della sicurezza. Secondo l’Osservatorio “Audimob” di Isfort, il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% degli uomini. Le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile, con il 34,5% dei loro spostamenti a piedi o con i mezzi pubblici, mentre l’accesso al lavoro rappresenta solo il 23,1% dei movimenti femminili, contro il 31% di quelli maschili.
La sicurezza rimane un nodo cruciale. I dati Istat 2024 indicano che le donne hanno il doppio della probabilità di sentirsi insicure la sera (16,4% contro 7,4%), influenzando le scelte di trasporto: molte evitano il pubblico a favore dell’auto privata, ritenuta erroneamente l’unica alternativa sicura. Il Position Paper evidenzia inoltre come la pianificazione urbana tradizionale sia stata a lungo pensata secondo criteri “maschili”, trascurando illuminazione, visibilità e accessibilità.
Il settore dei trasporti e della logistica resta fortemente a trazione maschile, con una presenza femminile del 22% e una ridotta rappresentanza in ruoli apicali o operativi, come la guida dei mezzi. Tuttavia, esperienze virtuose come il progetto Women in Motion di Fs e la rete Capo D di Tper mostrano come politiche di welfare, certificazione di genere e orientamento alle professioni Stem possano colmare il divario e stimolare innovazione.
Dall’incontro bolognese emerge una proposta concreta: la Carta della Mobilità delle Donne, che punta a definire azioni chiare e misurabili. Tra queste: maggiore disponibilità di dati disaggregati per genere, criteri guida per lo spazio pubblico basati sulla sorveglianza naturale e sull’accessibilità, servizi innovativi e flessibili come tariffe dinamiche o fermate a richiesta nelle ore notturne, e incentivi per le aziende che adottano politiche di parità di genere.
Come sottolinea il Position Paper, progettare la mobilità pensando alle donne significa progettare città più sicure e accessibili per tutti: bambini, anziani, persone fragili e l’intera comunità. In questo senso, la mobilità smette di essere un semplice servizio e diventa uno strumento di democrazia e di parità.
