In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Rapporto Donne Manageritalia (marzo 2026) evidenzia un trend strutturale di crescita della leadership femminile nelle imprese italiane.
Secondo il report, elaborato da Manageritalia sui dati Inps 2024, i dirigenti privati sono aumentati del 2,6% rispetto all’anno precedente, consolidando i trend di crescita registrati nel 2023 (+2,6%) e nel 2022 (+3,8%). Le donne guidano questa evoluzione, crescendo del 6,2% nell’ultimo anno, mentre gli uomini registrano solo un +1,5%. Dal 2008, le donne dirigenti sono più che raddoppiate (+114%), contro un calo dell’1,3% per gli uomini.
Oggi le donne rappresentano il 22,7% dei dirigenti privati e il 40% tra gli under 40, mentre nel solo terziario privato la quota femminile è pari al 25,8%, a fronte del 16,5% nell’industria. Il report prevede che nel 2025 le donne supereranno il 23% e i dirigenti privati raggiungeranno oltre 134mila unità, un massimo storico.
A livello territoriale, la crescita della dirigenza è diffusa, con alcune eccezioni: Piemonte (-2%) e Trentino-Alto Adige (-0,5%), mentre i tassi più marcati si registrano in Calabria (+15,4%) e Basilicata (+14,8%). Le regioni con la maggiore presenza femminile sono Lazio (29%), Sicilia (27%), Puglia (26,3%), mentre le più basse si trovano in Marche e Umbria (14,2%) e Trentino-Alto Adige (11,5%).
Il report conferma inoltre un ricambio generazionale positivo: le donne rappresentano il 40% tra gli under 35 e il 32% tra gli under 40, mentre tra i quadri la presenza femminile è pari al 33,4%. Nonostante i progressi, il rapporto tra dirigenti e lavoratori dipendenti resta basso a livello nazionale (0,9%), con punte dell’1,8% in Lombardia e valori molto inferiori nel Mezzogiorno (0,2%-0,3%), lontano dal 3% dei principali Paesi competitor.
In sintesi, la managerialità femminile rappresenta oggi un fattore strutturale di sviluppo e competitività per il sistema produttivo italiano, confermando l’importanza di investire su competenze, merito e inclusione.
Per Cristina Mezzanotte, Coordinatrice area Deia di Manageritalia: “Le donne manager non solo crescono in numero, ma stanno contribuendo in modo determinante all’evoluzione qualitativa della classe dirigente del Paese. Con l’attuazione della Normativa 2023/970, le aziende dovranno garantire trasparenza retributiva: se il divario di genere supera il 5% senza giustificazione, dovranno intervenire con le rappresentanze sindacali.”
Secondo Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia: “La crescita delle donne manager non è solo un segnale positivo sul piano dell’equità, ma un indicatore concreto di evoluzione del nostro sistema produttivo. Una leadership più inclusiva significa aziende più competitive e un Paese più forte.”
