L’incontro, assume un significato particolare poiché coincide con il venticinquesimo anniversario della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il testo che ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle donne nella prevenzione dei conflitti, nei processi di pace e nella ricostruzione post-bellica, nonché con il decimo anniversario della Rete dei Focal Points.
Nel quadro della co-presidenza italiana e filippina della rete per il 2026, l’evento rappresenta un’importante occasione di confronto tra governi, organizzazioni internazionali ed esperti sulle strategie volte a promuovere i quattro pilastri dell’Agenda: partecipazione, protezione, prevenzione e ricostruzione post-conflitto.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove sfide che influenzano la sicurezza internazionale. Tra i temi al centro dei lavori figurano le sinergie tra l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza e l’Agenda Giovani, Pace e Sicurezza, nonché l’impatto dei cambiamenti climatici, delle tecnologie emergenti e dell’intelligenza artificiale sui processi di mediazione, prevenzione dei conflitti e costruzione della pace.
Ad aprire i lavori è stato il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, intervenuta su delega del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nel suo intervento, Tripodi ha sottolineato come l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza rappresenti uno strumento strategico per favorire la costruzione di società più stabili, inclusive e resilienti, ribadendo l’importanza di garantire una partecipazione effettiva delle donne ai negoziati e ai processi decisionali legati alla pace.
Il Sottosegretario ha inoltre ricordato l’impegno dell’Italia nell’attuazione del Quinto Piano d’Azione Nazionale Donne, Pace e Sicurezza 2025-2029, che integra la prospettiva di genere nelle politiche estere, di difesa e di cooperazione allo sviluppo. Il piano prevede iniziative a sostegno della mediazione, delle operazioni di pace e della collaborazione con organizzazioni multilaterali come Nazioni Unite, Unione Europea e Nato.
Secondo il governo italiano, il rafforzamento del ruolo delle donne nei processi di pace rappresenta non soltanto una questione di diritti e inclusione, ma anche un fattore determinante per la stabilità e la sostenibilità degli accordi raggiunti nelle aree di crisi.
E’ stata inoltre celebrato il decimo anniversario della rete e con l’adozione di un documento finale volto a riaffermare un impegno globale, multilaterale e multilivello per il consolidamento dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza.
