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Eccellenze dell’e-Mobility Made in Italy. Il nostro Paese vanta una filiera completa che coinvolge realtà su tutto il territorio nazionale

Rapporto “100 Italian E-Mobility Stories 2023”, curato da Fondazione Symbola, Enel ed Enel X Way, fotografa l’esperienza di cento eccellenze dell’e-Mobility Made in Italy. Nello studio sono raccolte le storie di imprese, centri di ricerca e associazioni che contribuiscono allo sviluppo della mobilità elettrica nel nostro Paese. L’Italia ha un ruolo centrale in questa dinamica di portata globale, dal design alla produzione di veicoli, dalla componentistica alle batterie fino alle infrastrutture di ricarica. L’industria italiana dispone di una filiera completa, in grado di affrontare eventuali crisi come quelle che ci hanno accompagnato negli ultimi due anni, a causa dei rallentamenti delle catene di rifornimento internazionali e delle dispute commerciali. La struttura del nostro sistema può anche confrontarsi senza particolari remore con la nuova era della mobilità, che richiede sempre maggiore sostenibilità ed efficienza. Il sostegno agli investimenti che arriverà grazie alle iniziative europee come il Green New Deal è un altro elemento che permette di guardare con ottimismo e interesse alle prospettive di crescita del comparto.

Come si legge nel rapporto, le stime attuali a livello globale vedono in circolo circa 20 milioni di veicoli elettrici per passeggeri, 1,3 milioni di veicoli elettrici commerciali e oltre 280 milioni tra ciclomotori, scooter e motocicli elettrici. Per il 2030 la quota di mercato delle auto elettrificate potrebbe superare il 50 per cento, grazie al traino delle tecnologie BEV (Battery Electric Vehicle). Cina ed Europa costituiscono i principali mercati per questo tipo di mezzi: nel 2021 le immatricolazioni di auto elettriche sono cresciute del 65,7 per cento nei Paesi europei su base annua. Nello specifico, la Germania è risultata prima per numero di immatricolazioni, con 682 mila, seguita da Regno Unito (306 mila) e Francia (303 mila). L’Italia appare indietro ma con numeri in forte crescita: nel 2021 è stato venduto il 199 per cento in più di auto elettrificate (ibride ed elettriche) rispetto all’anno precedente. In questo scenario, il sistema industriale italiano può sfruttare competenze e tecnologie lungo tutta la filiera. Oltre alle case automobilistiche, ci sono numerose aziende che realizzano e-bike e veicoli leggeri, ma anche motorini e autobus elettrici. La componentistica ha un ruolo centrale, con lo sviluppo e la produzione di motori, statori, freni, elettronica e componentistica, fino a scocche e pacchi batterie, con la presenza di un Battery Hub dedicato per l’assemblaggio a Torino. Design e servizi di sharing si aggiungono a questa catena, consentendo un’ulteriore promozione e diffusione della mobilità elettrica. Il rapporto ricorda, poi, come in Italia vadano avanti progetti per la realizzazione di gigafactory: oltre allo stabilimento FIB Teverola 2, vicino Caserta, che dovrebbe aggiungersi all’omonima centrale dalla capacità produttiva di 350 MWh, sono in sviluppo i progetti di Italvolt, che a regime ospiterà tremila dipendenti e sorgerà nell’ex Olivetti di Scarmagno, nella  provincia di Torino, e quello di Automotive Cells Company (ACC), joint-venture tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, che punta a raggiungere una produzione di almeno 120 GWh entro il 2030, con una nuova gigafactory negli ex stabilimenti Stellantis in provincia di Campobasso, a Termoli. Le tecnologie italiane riguardano anche la fase della ricarica, dove energy provider e costruttori di colonnine hi-tech lavorano per consentire tempi di ricarica rapidi e diffusione dei punti di ricarica con fonti rinnovabili. Scorrendo le realtà elencate in “100 Italian E-Mobility Stories 2023” balza all’occhio il trend di crescita del comparto: se nel 2019 la produzione nazionale di automobili elettriche e ibride costituiva solo lo 0,1 per cento del totale di autovetture, nel 2021 si è passati al 40 per cento. A questo si somma la diffusione sempre maggiore di e-bike, grazie anche ai mezzi Made in Italy, mentre i monopattini elettrici hanno la parte del leone nell’ambito dei veicoli condivisi. Nel 2021, un veicolo su tre in sharing in Italia è stato un monopattino elettrico. Un altro punto fondamentale è il contributo alla filiera e alla sua riconversione che deriva dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha destinato oltre 13 miliardi alla transizione industriale (che coinvolge molte imprese del settore automotive), un miliardo per rinnovabili e sviluppo batterie, 740 milioni per la crescita dell’infrastruttura di ricarica elettrica e 300 milioni sugli autobus elettrici. Sul piano dell’infrastrutturazione ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Come si legge nel rapporto, al 30 settembre 2022 in Italia risultavano installati 32.776 punti di ricarica pubblici dislocati in 13.225 location accessibili al pubblico. Il 75 per cento è collocato su suolo pubblico (per esempio su strada), mentre il restante 25 per cento su suolo privato a uso pubblico, come supermercati o centri commerciali. Nella ricerca si sottolinea proprio il ruolo della grande distribuzione organizzata, con la dotazione di colonnine nelle aree di sosta destinate ai loro clienti, ma ancora di più il ruolo di piattaforme abilitatrici come Enel X Way (con una rete di circa 17 mila punti di ricarica pubblici in tutta Italia).

Dalla newsletter di Diplomazia Economica Italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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