Relazione approvata dalla Corte dei conti che analizza l’evoluzione e la gestione degli incentivi introdotti con la legge di Bilancio 2019.
L’indagine evidenzia come gli Ecobonus, inizialmente concepiti come misura sperimentale, siano progressivamente diventati strutturali fino all’istituzione del Fondo Automotive nel 2022, destinato a sostenere la decarbonizzazione, la transizione ecologica, la ricerca e gli investimenti nella filiera dell’automotive. Dal marzo 2025 il sistema è stato sostituito da nuovi strumenti di sostegno basati sui contratti di sviluppo, pur mantenendo gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici a due ruote.
La Corte ha esaminato l’attività del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, soffermandosi anche sul mancato decollo degli incentivi destinati al retrofit elettrico dei veicoli con motore termico, misura che non ha trovato applicazione per difficoltà tecniche e assenza di richieste.
Nel periodo analizzato, il sistema gestito da Invitalia ha coinvolto 4.830 concessionari accreditati e oltre 1,35 milioni di prenotazioni, per un valore complessivo degli incentivi pari a circa 3 miliardi di euro. Il monitoraggio ha consentito di seguire l’utilizzo delle risorse e le caratteristiche dei veicoli incentivati, ma, secondo la magistratura contabile, si è concentrato prevalentemente sugli aspetti amministrativi senza misurare l’effettivo contributo degli incentivi agli obiettivi di riduzione delle emissioni e di miglioramento della qualità ambientale.
La relazione evidenzia inoltre la limitata partecipazione dell’Amministrazione competente in materia ambientale, che non ha svolto un ruolo diretto nella valutazione degli effetti della misura, nonostante l’esperienza maturata nella gestione di interventi analoghi finanziati dal Pnrr.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza di studi aggiornati sull’efficacia degli incentivi. Dopo l’analisi realizzata dal Politecnico di Milano nel 2021, utilizzata per sostenere la stabilizzazione della misura, non sono stati infatti sviluppati nuovi approfondimenti sull’impatto economico e ambientale degli Ecobonus.
Nel documento la Corte dei conti raccomanda al Mimit di intervenire sulla forte stratificazione normativa che si è sviluppata negli anni, semplificando le procedure di accesso e di erogazione degli incentivi e rendendo più rapida l’attuazione delle misure attraverso gli strumenti previsti dal Codice degli incentivi.
Secondo la magistratura contabile, una maggiore semplificazione amministrativa, un monitoraggio orientato ai risultati e un rafforzamento delle attività di informazione e sensibilizzazione dei consumatori rappresentano elementi essenziali per sostenere il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030.
