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Economia circolare, l’Italia è diventata una vera eccellenza e per le imprese il must è: innovazione

Innovazione non è più soltanto un obiettivo, ma una condizione necessaria per resistere ai cambiamenti globali e aprirsi a nuove opportunità.

Dalle tecnologie sostenibili alla digitalizzazione dei processi, le imprese italiane stanno ridefinendo il proprio modo di fare industria. L’innovazione non è solo ricerca o laboratorio: è organizzazione, cultura aziendale, visione. È la capacità di guardare oltre il prodotto e immaginare nuovi modelli di sviluppo.

Secondo l’Ocse, innovare significa introdurre un cambiamento sostanziale — un nuovo prodotto, un nuovo processo, una nuova idea capace di fare la differenza. E i numeri raccontano una storia incoraggiante. In Italia, un’impresa su due con almeno dieci addetti ha svolto attività innovative, e la percentuale cresce fino all’85% nelle medio-grandi.

Chi innova esporta di più, cresce di più, resiste meglio. Un’analisi della Commissione Europea mostra che l’innovazione aumenta dell’8,3% la capacità di esportare e rafforza la presenza sui mercati extra-Ue. Tra il 2019 e il 2023, le aziende manifatturiere che hanno depositato brevetti hanno registrato un balzo della produttività del 42,5% rispetto a chi è rimasto fermo.

A trainare questa corsa ci sono i settori ad alta tecnologia: farmaceutica, elettronica e automotive, dove oltre l’80% delle imprese investe in ricerca e sviluppo. Seguono chimica, meccanica e materiali innovativi, che si confermano cuore pulsante della manifattura italiana.

Nonostante un ritardo storico rispetto ai grandi Paesi europei, l’Italia ha ridotto il divario con Francia e Germania, conquistando un posto tra i Moderate Innovators dell’Unione Europea. E i risultati si vedono: nel Global Attractiveness Index 2025 elaborato da The European House – Ambrosetti, l’Italia è salita al 16° posto mondiale, migliorando di tre posizioni in un anno, e si conferma nella top ten per innovazione.

Dietro questa scalata c’è anche una transizione verde che si consolida. L’Italia è quarta in Europa nell’Eco-Innovation Index della Commissione Europea, segno di un impegno concreto nel coniugare sviluppo industriale e sostenibilità. Non è solo una questione di immagine: significa processi produttivi più efficienti, meno sprechi, maggiore valore nel lungo periodo.

L’esempio più evidente è l’economia circolare, un campo in cui l’Italia è diventata una vera eccellenza. È seconda in Europa per numero di brevetti e ha raggiunto un tasso di riciclo del 91,6%, superando con largo anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione per il 2030. Dall’agroalimentare alla moda, dal legno-arredo al packaging, le filiere italiane sperimentano materiali riciclabili, processi puliti, bioplastiche e tecnologie verdi che raccontano un nuovo modo di produrre — e di pensare.

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