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Driver per il sistema produttivo, l’economia circolare è un modello che supera la logica lineare del “prendere, produrre, smaltire” e introduce un paradigma in cui le risorse non si consumano, ma si rigenerano: un approccio capace di ridurre sprechi, dipendenze estere e vulnerabilità ai mercati globali, rafforzando allo stesso tempo innovazione, autonomia e resilienza industriale.

Secondo il Rapporto sull’Economia Circolare 2025, l’Italia è seconda in Europa con un punteggio di 65,2 su 100, subito dopo i Paesi Bassi. Un risultato che conferma la solidità del sistema nazionale in produzione e consumo, gestione dei rifiuti e utilizzo di materie prime seconde. In particolare, l’Italia vanta un elevato tasso di utilizzo circolare dei materiali e un’ottima produttività delle risorse: nel 2023 il riciclo urbano ha raggiunto il 50,8%, superando già i target Ue precedenti e avvicinandosi ai nuovi obiettivi al 2030.

Restano tuttavia criticità legate alla dipendenza dalle importazioni: circa metà dei materiali impiegati proviene dall’estero, con costi cresciuti del 34% tra il 2019 e il 2024. Una piena transizione circolare potrebbe ridurre questa dipendenza di 40 milioni di tonnellate entro il 2030, con risparmi stimati in 82,5 miliardi di euro.

La circolarità genera benefici tangibili per le imprese: supply chain più corte e basate sul riuso mitigano i rischi di mercato e migliorano la solidità finanziaria. Le aziende circolari presentano infatti maggiore generazione di cassa, minore dipendenza dal debito e un rischio di default più contenuto.

Nel 2024 le imprese manifatturiere italiane hanno ottenuto risparmi per oltre 16 miliardi di euro grazie a pratiche circolari, pari però solo al 15% del potenziale complessivo. L’adozione di tecnologie digitali – IoT, intelligenza artificiale, blockchain – accelera ulteriormente questa trasformazione, abilitando tracciabilità, ottimizzazione dei processi e valorizzazione dei dati lungo l’intera catena del valore.

La transizione circolare apre la strada a modelli innovativi che trasformano il rapporto tra imprese, prodotti e consumatori:

  • Product-as-a-Service
  • Sharing economy e piattaforme di rental e leasing evoluto
  • Riparazione, rigenerazione e remanufacturing
  • Sistemi di deposit-return e refill

Queste soluzioni generano nuove opportunità di ricavo, riducono i costi operativi e aumentano la fidelizzazione dei clienti, rafforzando il posizionamento competitivo delle imprese.

Le filiere svolgono un ruolo abilitante: sono loro a fornire materiali, tecnologie e soluzioni per chiudere i cicli produttivi e allungare la vita dei prodotti. In Italia, il settore tipico dell’economia circolare – riciclo, riuso, riparazioni, noleggio – rappresenta già il 2,7% del valore aggiunto nazionale e conta 613 mila occupati, confermandosi un pilastro della resilienza industriale.

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