Transizione ecologica, destinata a dare un nuovo asset all’industria marittima sia in termini di sviluppo sia in termini di occupazione. E’ il tema dell’ evento del Sole 24 Ore.
Nuovi scenari e nuove sfide alla luce delle crisi internazionali che hanno cambiato contesti e obiettivi.
Economia del mare 2023 è stata un’occasione di confronto tra gli operatori del settore e le istituzioni circa le prospettive e le opportunità che offre il Mediterraneo. Il mare nostrum, infatti, ospita il 20% dello shipping mondiale, il 27% del volume dei container e il 30% del trasporto di petrolio e gas e sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia dell’UE. Per l’Italia questo rappresenta un nuovo impulso a un’industria, quella marittima, che è un settore strategico per l’intera economia nazionale, sia per la cantieristica sia per i servizi connessi agli scambi commerciali e al turismo costiero.
Il convegno, si è svolto in presenza presso il porto di Genova a bordo della Costa Toscana e contemporaneamente a Venezia, presso la Heritage Tower e in diretta streaming, ed è stato aperto dai saluti del direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini e dell’Amministratore Delegato Costa Crociere Mario Zanetti.
“Stiamo lavorando tutti assieme pubblico e privato non solo per promuovere una nuova cultura e un nuovo approccio con il mare, ma anche per definire una strategia. Il nostro compito è anche quello di arrivare nelle scuole, di avvicinare i ragazzi soprattutto delle aree dell’entroterra all’elemento mare. E’ importante incentivare, sostenere gli sport legati alla cultura del mare. Il turismo deve guardare alle filiere più significative, la pesca allevata e la pesca che ci offre il nostro mare, guardare all’ambiente, all’inquinamento del mare Mediterraneo, questo grande lago con il quale dobbiamo davvero fare i conti per un tasso di inquinamento dovuto non soltanto dalla massiccia presenza di plastica, ma anche per l’attività che alcune imbarcazioni fatiscenti svolgono a danno del nostro mare e poi la sensibilizzazione per le aree protette che non devono essere guardate come un limite ma soprattutto come una preziosa occasione per la tutela della biodiversità”. Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, nel suo intervento alla seconda edizione di “Economia del Mare. Blue companies to green transition”, l’evento del Sole 24 Ore che mette a fuoco il processo della transizione ecologica, destinata a dare un nuovo asset all’industria marittima.
A breve in Parlamento il Piano nazionale
“Nell’economia del mare l’Italia in alcune filiere occupa un ruolo di primaria importanza una leadership che da anni non ci viene sottratta. Fra i quattro-cinque Paesi competitivi, noi su alcuni fronti siamo al primo posto, in altri al secondo, al terzo ma certamente possiamo fare di più. Non è mancata la volontà degli imprenditori, non è mancata la volontà del legislatore: è mancata la strategia. Ecco perché c’è l’esigenza di una struttura ministeriale che, almeno in questa prima fase, svolga una funzione di coordinamento e di programmazione. Ed è questo il lavoro che abbiamo fatto per arrivare al primo obiettivo che è il Piano nazionale del mare. È uno strumento di pianificazione, il Piano del mare, che deve mettere in evidenza le criticità di ogni filiera: la cantieristica, la nautica, il turismo, lo sport, la pesca, la biologia marina, i fondali e la sicurezza nazionale. Questo strumento di pianificazione è già pronto, nei prossimi giorni lo sottoporrò al Cipom per il varo definitivo e poi sarà trasmesso alle due Camere del Parlamento”. ha detto Musumeci.
