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Embedded Insurance, ovvero l’integrazione dei servizi assicurativi all’interno di altri prodotti o servizi, supererà i 489 miliardi di dollari entro il 2032

Destinato a diventare il trend del futuro. “L’Embedded Insurance rappresenta un’opportunità imperdibile per le compagnie per personalizzare l’offerta favorendo la fruibilità del dato e offrire valore aggiunto ai clienti, migliorando peraltro la user experience. La grande sfida sarà mettere a punto sistemi d’integrazione efficaci tra le compagnie assicurative e tutti gli attori che fanno parte del loro ecosistema”, ha commentato Tommaso Giovannini, Area Manager di Mia-Platform.

L’Embedded Finance, ovvero l’integrazione di servizi finanziari in altri prodotti o servizi al fine di agevolare i pagamenti e le transazioni finanziarie, è un approccio che già ha riscosso successo nel settore bancario e dei pagamenti, soprattutto nell’e-commerce e nelle transazioni di servizi, generando un indotto di pagamenti “integrati” per oltre un trilione di dollari nel 2022, secondo quanto riporta Jp Morgan Chase. In questo quadro più ampio s’inserisce l’Embedded Insurance, un trend nato nel settore assicurativo che è già entrato nella vita di tutti i giorni di diverse persone: pensiamo per esempio ai viaggiatori che già da diversi anni includono l’assicurazione di viaggio quando acquistano i biglietti aerei o ai consumatori che spesso aggiungono coperture di garanzia quando acquistano elettrodomestici di valore.

Tuttavia, “il progredire della tecnologia e la crescita del commercio digitale hanno aperto le porte a una nuova era di questa tendenza”, ha dichiarato Tommaso Giovannini, Area manager di Mia-Platform, tech company italiana specializzata nella creazione e accelerazione di piattaforme e applicazioni digitali anche in ambito Insurance. Sono infatti diversi i settori che stanno integrando le coperture assicurative all’interno dei propri beni e servizi, sfruttando le potenzialità delle piattaforme digitali, e sono altresì tante le richieste sempre più frequenti di prodotti o servizi integrati da parte dei clienti. Non a caso, secondo una recente ricerca condotta da DataHorizzon, il valore del mercato globale dell’Embedded Insurance, stimato in 63,1 miliardi di dollari nel 2022, si prevede raggiungerà i 482,8 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 22,6% e un incremento di circa il 660% in 10 anni. A questo dato se ne aggiunge uno altrettanto interessante, che riguarda la significativa crescita del mercato globale delle piattaforme assicurative digitali dai 109,86 miliardi di dollari nel 2022 ai 202,66 miliardi nel 2027 con un Cagr del 13%, come evidenzia una recente ricerca di ReportLinker. Il fattore chiave che guiderà l’espansione di questo mercato sarà la crescente adozione del cloud computing poiché permette la memorizzazione e l’analisi dei dati in maniera affidabile ed efficiente, aspetto assolutamente essenziale per le operazioni assicurative digitali.

“Indubbiamente anche l’Intelligenza Artificiale svolgerà un ruolo cruciale, considerando le innumerevoli potenziali applicazioni dell’Ia Generativa in ambito assicurativo (dall’analisi dei dati, alla sottoscrizione delle polizze, al servizio clienti). Tuttavia, prima di parlare di Ai, IoT e tecnologie simili, la priorità dovrà essere sviluppare sistemi d’integrazione efficaci, che semplifichino lo scambio d’informazioni tra le compagnie assicurative e tutti gli attori che fanno parte del loro ecosistema”, ha commentato Giovannini di Mia-Platform. Dunque la sfida principale è sicuramente snellire i processi e lo scambio di dati tra compagnia, distributore e cliente finale: “La compagnia assicurativa deve avere un metodo tecnologico che gli permetta d’integrare diverse fonti di dati, dai sistemi interni come il sistema di portafoglio, quello di raccolta dei sinistri o il sistema di anagrafica, a fonti esterne, come Crifo Ania, per l’arricchimento delle informazioni. In pratica la compagnia dovrebbe disporre di un’unica piattaforma digitale che le consenta di richiamare le diverse fonti, aggregarle in un unico punto e poi offrirle al mercato attraverso app, website o call center”. Questo migliora in maniera rilevante anche la user experience del cliente, il quale è così in grado di consultare tutte le sue polizze attraverso un unico punto di accesso, che contiene le informazioni dei clienti e può essere fruito da diversi canali, come per esempio il sito web e l’applicazione digitale della compagnia. Inoltre, la profilazione del cliente viene notevolmente ottimizzata e diventa più semplice per l’azienda costruire un’offerta personalizzata. “L’altra sfida che le compagnie devono affrontare oggi riguarda la customizzazione del prodotto, in base sia al bisogno del cliente, sia del distributore, avendo necessità di vendere tanti prodotti diversi a clienti eterogenei e seguendo una filiera di vendita differente. Tuttavia, spesso il livello di maturità digitale delle compagnie non permette questo grado di personalizzazione. Le tech company giocheranno un ruolo fondamentale”, conclude Giovannini.

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