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Energia 2024, metà dell’elettricità Ue è stata prodotta da fonti rinnovabili

Dal 2004, anno di avvio della serie storica, la quota è infatti quasi triplicata, passando dal 15,9% al dato attuale, dopo aver raggiunto il 28,6% nel 2014, a testimonianza di una trasformazione profonda del mix energetico europeo. All’interno della produzione rinnovabile, eolico e idroelettrico rappresentano insieme quasi i due terzi del totale, con quote rispettivamente del 38,0% e del 26,4%, seguiti dal solare, che contribuisce per il 23,4% ed è la fonte con la crescita più rapida. In poco più di quindici anni, l’energia solare è passata dall’1% del mix rinnovabile nel 2008 a una produzione di 304 terawattora nel 2024, contro i soli 7,4 Twh registrati all’inizio del periodo, mentre i biocarburanti solidi e le altre fonti rinnovabili incidono rispettivamente per il 5,8% e il 6,4%.

A livello nazionale emergono forti differenze: nel 2024 oltre il 75% dell’elettricità consumata proveniva da rinnovabili in Austria (90,1%, soprattutto idroelettrico), Svezia (88,1%, idroelettrico ed eolico) e Danimarca (79,7%, prevalentemente eolico), mentre quote superiori al 50% si registrano anche in Portogallo, Spagna, Croazia, Lettonia, Finlandia, Germania, Grecia e Paesi Bassi. All’opposto, la penetrazione delle rinnovabili resta sotto il 25% in Malta, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Ungheria, Cipro e Slovacchia, evidenziando un percorso di transizione energetica ancora disomogeneo tra i Paesi membri.

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