Il caro energia continua a pesare sui conti del commercio e del turismo italiani. Secondo le stime di Confesercenti, nel 2026 il maggior costo di elettricità e gas per le imprese del terziario arriverà a sfiorare i 3 miliardi di euro l’anno rispetto ai livelli pre-Covid.
L’analisi dell’associazione prende in esame bar, ristoranti, alberghi, esercizi alimentari e supermercati, confrontando i costi energetici registrati nel 2019 con quelli attuali sulla base delle elaborazioni effettuate su dati Istat e Arera.
I rincari risultano particolarmente pesanti per le attività ad alta intensità energetica. Un ristorante medio è passato da circa 4.900 a 7.500 euro annui di spesa per il gas, con un incremento del 53%, mentre il costo dell’elettricità è salito da 9.000 a 11.300 euro (+25,6%). Ancora più elevato l’impatto sugli alberghi: una struttura da trenta camere paga oggi circa 9.600 euro per il gas contro i 6.150 euro di sette anni fa (+56%) e 33.600 euro per l’elettricità rispetto ai precedenti 26.400 (+27,3%).
L’associazione riconosce l’efficacia parziale dei decreti varati negli ultimi anni per contenere il peso delle bollette, soprattutto sul fronte degli oneri di sistema, che incidono per oltre il 20% sulla bolletta elettrica delle imprese. Tuttavia, secondo Confesercenti, la riduzione prevista nel 2026 non andrà oltre il 2% per le imprese del terziario.
Per questo l’organizzazione chiede un intervento strutturale, fondato sulla riduzione stabile della componente fiscale e degli oneri che gravano sulle forniture energetiche. Una misura considerata necessaria soprattutto per le piccole e medie imprese del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza, già sotto pressione per effetto dell’inflazione, dell’aumento degli affitti e del costo del lavoro.
Il tema dell’energia continua a rappresentare uno dei principali fattori di competitività per il sistema dei servizi italiano, in una fase in cui consumi ancora deboli e margini ridotti rendono più complessa la sostenibilità economica di molte attività del terziario.
Secondo il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, il problema non può più essere affrontato soltanto con misure emergenziali. «Da quattro anni, complici i conflitti internazionali, i prezzi dell’energia restano stabilmente più alti rispetto al 2019. Dopo i picchi del 2023 c’è stato un parziale rientro, ma le bollette si sono assestate su livelli intorno al 40% superiori rispetto al periodo pre-Covid», osserva Gronchi.
