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Energia in Europa, strumenti per la dipendenza dalle importazioni

Nel 2024, la principale categoria di prodotti energetici importati nell’Ue è stata il petrolio e i prodotti petroliferi (incluso il greggio, componente principale), pari al 67% delle importazioni di energia, seguiti da gas naturale (24%), combustibili fossili solidi (4%), elettricità (3%) e energie rinnovabili (2%). In dettaglio, la quota maggiore di petrolio proveniva dagli Stati Uniti (16%), il gas naturale dalla Norvegia (30%) e i combustibili fossili solidi (principalmente carbone) dall’Australia (31%).

Il tasso di dipendenza dalle importazioni di energia nell’Ue era del 57%, indicando che quasi il 60% del fabbisogno energetico era soddisfatto da importazioni nette. Tuttavia, il livello di dipendenza varia significativamente tra i Paesi membri: i valori più alti si registrano a Malta (98%), Lussemburgo (91%) e Cipro (88%), mentre i più bassi si riscontrano in Estonia (5%), Svezia (27%) e Lettonia (29%). Questi dati evidenziano come la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti rimangano sfide chiave per l’Europa.

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