A tre mesi dallo scoppio del conflitto in Iran, l’impatto economico sulle famiglie italiane — e indirettamente sui consumi e sulle imprese — inizia a tradursi in numeri concreti. Secondo un’analisi di Facile.it, tra rincari energetici, aumento del costo dei carburanti e rialzo dei tassi sui mutui variabili, il sistema Italia ha assorbito extracosti per circa 2,6 miliardi di euro nel trimestre marzo-maggio.
A pesare maggiormente è stata la dinamica dei carburanti, che da sola vale circa 2 miliardi di euro di maggiore spesa, mentre il comparto energetico domestico ha generato aggravii per quasi 600 milioni.
Energia: utility più care e pressione sui consumi
Sul fronte delle forniture energetiche, l’aumento dei prezzi delle materie prime ha colpito soprattutto i contratti indicizzati nel mercato libero. Secondo le stime elaborate da Facile.it, nel trimestre marzo-maggio una famiglia tipo ha sostenuto circa 50 euro di costi aggiuntivi tra luce e gas.
L’incremento più marcato riguarda il gas naturale: per consumi annui pari a 1.100 smc, la spesa del trimestre supera i 300 euro, con un incremento del 15% rispetto allo scenario pre-conflitto. Più contenuto l’aumento dell’energia elettrica, che registra un rialzo intorno al 5%.
Complessivamente, l’effetto sulle bollette dei clienti con tariffe indicizzate vale circa 600 milioni di euro in tre mesi.
Le prospettive restano orientate al rialzo. In base alle attuali curve previsionali dell’energia, nei prossimi 12 mesi la spesa media per luce e gas potrebbe raggiungere 2.120 euro annui, in aumento dell’8% rispetto alle stime antecedenti all’escalation geopolitica.
Mutui variabili: l’Euribor anticipa le mosse Bce
L’instabilità internazionale si riflette anche sul mercato del credito. Pur in assenza di interventi ufficiali della Bce, i mercati stanno già prezzando un irrigidimento monetario, spingendo al rialzo l’Euribor, riferimento principale dei mutui variabili.
Dall’inizio del conflitto, l’indice è salito di circa 20 punti base, con punte di 28 punti sul parametro a tre mesi. L’effetto sui mutui è già visibile: su un finanziamento standard da 126 mila euro a 25 anni, la rata mensile è aumentata di circa 10 euro tra aprile e maggio.
Secondo i futures aggiornati al 25 maggio 2026, la pressione potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Entro fine anno, la rata media potrebbe raggiungere quota 655 euro, rispetto ai 615 euro registrati a gennaio: un incremento complessivo di circa 40 euro mensili nel corso del 2026.
Sul mercato delle nuove erogazioni, i migliori tassi attualmente disponibili partono dal 2,99% per il fisso e dal 2,37% per il variabile, ma il permanere delle tensioni geopolitiche potrebbe determinare ulteriori rialzi.
Carburanti: impatto diretto su mobilità e filiera logistica
La componente più critica resta quella dei carburanti, con effetti immediati non solo sui bilanci familiari ma anche sui costi operativi delle imprese, in particolare nel trasporto merci.
Tra marzo e maggio, nonostante gli interventi governativi, gli italiani avrebbero sostenuto circa 2 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per benzina e diesel rispetto ai livelli precedenti al conflitto.
Il prezzo medio della benzina self service è passato da 1,65 euro al litro di febbraio a oltre 1,90 euro a maggio. Per il diesel, l’incremento è stato ancora più marcato: da 1,70 euro a oltre 2 euro al litro.In termini di consumo, un pieno medio da 50 litri è salito da 83 a 97 euro per la benzina e da 85 a 101 euro per il diesel.
L’impatto risulta particolarmente rilevante per il comparto dell’autotrasporto. Secondo le elaborazioni di Facile.it, per una tratta da 3.000 chilometri il costo del diesel per un mezzo pesante è aumentato da 1.283 a 1.543 euro, con un aggravio di circa 260 euro per singolo viaggio.
