L’annuncio è stato dato ad Abidjan alla presenza del ministro delle Risorse Minerarie ivoriano Mamadou Sangafowa-Coulibaly, segnando un’accelerazione nello sviluppo di uno dei progetti energetici più rilevanti dell’Africa occidentale.
Con la Fase 3, la produzione complessiva è destinata a crescere in modo significativo: il petrolio passerà da 60.000 a 150.000 barili al giorno, mentre il gas salirà da 80 a 200 milioni di piedi cubi al giorno. Un’espansione che consolida il ruolo del progetto come asset strategico sia per l’azienda sia per il Paese ospitante.
Secondo l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, Baleine rappresenta un esempio del modello industriale del gruppo, basato su sviluppo rapido dei progetti, efficienza operativa e attenzione alla sostenibilità ambientale. Il progetto prevede infatti l’installazione di una nuova unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (Fpso), progettata per ridurre l’impatto ambientale e migliorare gli standard di sicurezza.
Un elemento chiave dell’iniziativa è la destinazione del gas al mercato domestico ivoriano, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale, sostenere la crescita della generazione elettrica e favorire lo sviluppo industriale del Paese.
