L’operazione si inserisce in un aumento di capitale complessivo da 297 milioni di dollari, sottoscritto anche da investitori istituzionali di primo piano come Canada Growth Fund e Investissement Québec, oltre che tramite un’offerta pubblica. Al termine dell’operazione, Eni deterrà circa l’11,5% del capitale di Nmg, con la possibilità di nominare un rappresentante nel consiglio di amministrazione.
L’investimento è finalizzato a sostenere lo sviluppo del progetto minerario Matawinie Mine, in Québec, focalizzato sull’estrazione di grafite naturale di alta qualità, materia prima sempre più strategica per l’industria delle batterie e per diversi comparti ad alto valore aggiunto. Il progetto si distingue per un modello verticalmente integrato, che include sia l’attività estrattiva sia la raffinazione presso l’impianto Bécancour Battery Material Plant, consentendo una maggiore efficienza lungo tutta la catena del valore.
Per Eni, l’operazione rappresenta un passaggio chiave nella costruzione di una presenza industriale nei materiali critici per la transizione energetica. La partnership con Nmg consente infatti al gruppo italiano di accedere direttamente alla filiera della grafite, componente essenziale per la produzione di anodi nelle batterie agli ioni di litio, e di valorizzare il proprio know-how tecnologico in un segmento in forte espansione.
Un elemento strategico rilevante riguarda inoltre la possibilità per Eni di negoziare in esclusiva l’approvvigionamento di grafite e materiali anodici attivi, funzionali allo sviluppo della propria iniziativa industriale in Italia. In particolare, il gruppo sta lavorando alla realizzazione di una Gigafactory a Brindisi, destinata alla produzione di batterie al litio stazionarie, un segmento cruciale per lo stoccaggio dell’energia rinnovabile.
L’operazione conferma la crescente attenzione delle major energetiche verso l’integrazione verticale nelle filiere della transizione, con un focus sempre più marcato su materie prime strategiche come litio, nichel e grafite. In questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti e il controllo delle catene del valore diventano fattori competitivi determinanti.
Il perfezionamento dell’aumento di capitale resta subordinato all’approvazione dell’assemblea degli azionisti di Nmg, prevista per la seconda metà di maggio 2026. In caso di esito positivo, l’ingresso di Eni potrebbe rappresentare un acceleratore significativo per lo sviluppo industriale del progetto e, al contempo, un tassello importante nella strategia di trasformazione del gruppo italiano verso modelli di business più sostenibili e orientati alle nuove tecnologie energetiche.
