La società deterrebbe il 100% della licenza, dopo aver partecipato alla fase di offerta diretta e aver completato uno studio congiunto con un’importante istituzione accademica indonesiana, come previsto dalla normativa locale.
Il blocco Sapukala si estende offshore nelle acque profonde del Kalimantan Orientale, a una profondità compresa tra 1.000 e 2.500 metri. L’area è adiacente ad altri blocchi già operati da Eni o nei quali il gruppo detiene partecipazioni e si trova in prossimità del futuro sviluppo del North Hub, gestito da Searah, la joint venture partecipata al 50% da Eni e al 50% da Petronas.
Il North Hub comprende i giacimenti di gas e condensati di Geng North, Gehem, Gula e Geliga, che complessivamente dispongono di oltre 14 Tcf di gas in posto e 800 milioni di barili di olio. Il nuovo blocco si inserisce quindi in un’area strategica per lo sviluppo delle attività upstream di Eni nel Paese.
Sulla base degli studi condotti, Sapukala presenta un potenziale esplorativo considerato particolarmente interessante. Eni ha inoltre recentemente completato un nuovo programma di acquisizione di dati sismici ad alta qualità che comprende anche il blocco, creando le condizioni per accelerare le attività di valutazione e definire le prossime fasi esplorative.
Eni è presente in Indonesia dal 2001 e attualmente opera i blocchi di Peri-Mahakam e Makassar Strait. Dal giugno 2026 il gruppo detiene inoltre, insieme a Petronas, una partecipazione del 50% in Searah, la società costituita per integrare portafogli, competenze ed esperienza regionale delle due aziende e sviluppare opportunità nel settore del gas in Indonesia e Malesia.
Searah dispone complessivamente di 19 asset di produzione e sviluppo di gas, di cui 14 in Indonesia e 5 in Malesia, e produce circa 350 kboe al giorno. L’obiettivo della società è superare i 500 kboe al giorno di produzione sostenibile entro il 2028, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’area del Sud-Est asiatico nella strategia internazionale di Eni.
