Le altre valute dell’Unione Europea si fermano all’1,7%, mentre le valute extra-Ue raggiungono il 5,3%.
Nel settore dei prodotti petroliferi il quadro cambia radicalmente: il dollaro domina con una quota dell’86,7% nelle importazioni, mentre l’euro si ferma al 12,9%. Le altre valute risultano marginali (0,2% per le valute Ue diverse dall’euro e 0,1% per le valute extra-Ue), confermando il ruolo centrale della valuta americana nei mercati energetici globali.
Nel comparto dei beni manifatturieri la competizione tra euro e dollaro è più equilibrata: il dollaro si attesta al 46,2%, mentre l’euro segue da vicino al 43,3%. Le restanti valute mantengono quote più contenute, con l’1,7% per le altre valute Ue e l’8,5% per le valute extra-Ue.
Sul fronte delle esportazioni extra-Ue, l’euro mantiene una posizione di leadership nei beni primari con il 62,2%, seguito dal dollaro al 22,9%. Le altre valute dell’Ue si fermano al 2,5%, mentre le valute extra-Ue raggiungono il 12,1%.
Per i prodotti petroliferi esportati, il dollaro resta la valuta principale con il 70,1%, mentre l’euro sale al 27,5%.
Nei beni manifatturieri esportati, l’euro raggiunge il 50,4%, mentre il dollaro si attesta al 32,4%. Le altre valute dell’Ue rappresentano l’1,8% e le valute extra-Ue il 15,2%.
