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Eurostat, commercio estero Ue: deficit di 21,8 miliardi nel secondo trimestre 2026

Tra aprile e giugno, le importazioni hanno raggiunto 701,8 miliardi di euro, mentre le esportazioni si sono attestate a 680 miliardi di euro. Si tratta del primo disavanzo commerciale dell’Ue dal secondo trimestre del 2023, dopo una lunga fase caratterizzata dagli effetti dell’impennata dei costi energetici registrata tra la fine del 2021 e la metà del 2023.

Il peggioramento della bilancia commerciale è stato determinato soprattutto dall’energia. Il deficit relativo ai prodotti energetici è aumentato da 71,3 miliardi di euro nel primo trimestre a 101,1 miliardi nel secondo trimestre del 2026. In peggioramento anche il saldo relativo alle materie prime, passato da un deficit di 7,9 a 9,4 miliardi di euro, e quello degli altri prodotti manifatturieri, da 8,3 a 9,1 miliardi. Nello stesso periodo si è ridotto il surplus relativo a macchinari e veicoli, passato da 24,9 a 23,2 miliardi di euro, mentre quello degli altri beni è sceso da 11,6 a 9,1 miliardi.

A compensare parzialmente l’aumento del disavanzo hanno contribuito i prodotti chimici, il cui surplus è cresciuto da 47,1 a 54 miliardi di euro, e i prodotti alimentari e le bevande, passati da 10,7 a 11,5 miliardi.

La dinamica trimestrale evidenzia inoltre una forte ripresa dei flussi commerciali. Rispetto al primo trimestre del 2026, le esportazioni sono aumentate del 5,4%, pari a 34,9 miliardi di euro, mentre le importazioni sono cresciute del 9,9%, con un incremento di 63,4 miliardi.

La crescita interrompe la fase di contrazione dei flussi commerciali iniziata nel secondo trimestre del 2025 e proseguita fino alla fine dello stesso anno. Il calo era stato attribuito, almeno in parte, alle tensioni tariffarie internazionali. Nel primo trimestre del 2026 la tendenza si era già arrestata, mentre nel secondo trimestre l’aumento delle importazioni ha portato il saldo commerciale dell’Ue nuovamente in territorio negativo.

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