Il dato comprende l’insieme delle attività economiche e dei consumi delle famiglie dell’Ue e rappresenta la prima stima annuale diffusa da Eurostat entro sei mesi dalla fine dell’anno di riferimento.
La riduzione delle emissioni ha coinvolto la maggior parte dei settori economici. Il calo più marcato riguarda il comparto della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, che ha registrato una diminuzione del 45,3% rispetto al 2015. In calo anche le emissioni legate alle attività di estrazione mineraria, diminuite del 33,3%.
Il settore manifatturiero ha ridotto le proprie emissioni del 16%, mentre quelle attribuite alle famiglie sono diminuite del 14,7% e quelle dei servizi dell’11,9%. Riduzioni più contenute si sono registrate nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-5,9%) e nel settore della gestione delle acque, rifiuti e bonifiche (-2,6%).
Sono invece aumentate le emissioni nei comparti delle costruzioni, con una crescita dell’11,4%, e dei trasporti e stoccaggio, in aumento del 10,9%.
Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025, la diminuzione delle emissioni di gas serra ha interessato 23 Paesi dell’Unione europea, mentre quattro hanno registrato un incremento.
Le riduzioni più significative sono state rilevate in Estonia (-41,7%), Finlandia (-30,7%) e Germania (-27,3%). Gli aumenti più rilevanti hanno invece riguardato Malta (+169,4%), Cipro (+10,7%), Lituania (+9,5%) e Romania (+5,4%).
La diminuzione delle emissioni si è verificata nonostante la crescita economica europea: nello stesso arco temporale, infatti, tutti i Paesi dell’Ue hanno aumentato il proprio Prodotto interno lordo, con una crescita complessiva dell’economia europea pari al 17,5%.
