Rispetto al 2010, quando i lavoratori coinvolti erano 22,6 milioni, pari all’11,5% dell’occupazione totale, si registra una crescita significativa, a testimonianza del rafforzamento dell’integrazione dell’economia europea nei mercati internazionali.
In aumento anche il valore aggiunto lordo generato nell’Unione europea dalla domanda estera. Il contributo è passato da 1.300 miliardi di euro nel 2010 a 2.800 miliardi di euro nel 2024, con un’incidenza sul valore aggiunto lordo complessivo dell’Ue salita dal 13,3% al 17,2%.
Tra i partner commerciali, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato per l’economia europea in termini di impatto sull’occupazione e sulla creazione di valore. Nel 2024 la domanda statunitense ha sostenuto l’occupazione di 6 milioni di lavoratori nell’Ue, pari al 19,1% dei posti di lavoro generati dalla domanda finale extraeuropea, contribuendo a creare 585,8 miliardi di euro di valore aggiunto, corrispondenti al 21% del totale.
Il Regno Unito si colloca al secondo posto per impatto occupazionale, con 3,4 milioni di lavoratori europei sostenuti dalla domanda britannica, mentre è terzo per valore aggiunto, con 276 miliardi di euro.
La Cina occupa invece il terzo posto per numero di occupati, con 3,1 milioni di lavoratori europei collegati alla domanda del mercato cinese, ma sale al secondo posto per valore aggiunto generato nell’Ue, pari a 289,8 miliardi di euro.
I dati confermano il peso crescente della domanda internazionale per l’economia europea, evidenziando il ruolo strategico delle esportazioni e delle relazioni commerciali con i principali partner extra-Ue nel sostenere occupazione, produzione e crescita del valore aggiunto nell’Unione europea.
