L’evento si è tenuto in Georgia in collaborazione con il Museo Nazionale della Georgia, il 29 gennaio all’Auditorium del Museo, alla presenza di archeologi, scienziati, storici dell’arte ed esperti di valutazione e tutela dei beni culturali.
L’iniziativa, intitolata “Italian-Georgian collaboration: research, conservation, presentation of natural and cultural heritage”, è stata inaugurata dal Direttore del Museo Nazionale della Georgia David Lorkipanidze, dall’Ambasciatore d’Italia Massimiliano D’Antuono, dal Vice Ministro della Cultura della Georgia Giorgi Mirtskhulava e dalla Direttrice Generale dell’Agenzia per la Protezione del Patrimonio culturale georgiano Tea Oniani. Nel suo intervento, l’Ambasciatore D’Antuono ha sottolineato l’eccellenza italiana nel restauro e nella tutela del patrimonio culturale e l’importanza delle missioni archeologiche come strumenti di dialogo interculturale.
La giornata si è articolata in due sezioni: la prima dedicata ai progetti di conservazione e restauro del patrimonio culturale georgiano, dal Monastero di Gelati alle città rupestri, e la seconda focalizzata su scavi, ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico, paleontologico ed ethnoarcheologico, in siti quali Dmanisi, Gonio, Samtkhe-Javakheti, Tusheti, Borjomi e Gardabani, dove il lavoro degli archeologi ha già portato a scoperte straordinarie. L’iniziativa ha ribadito il ruolo dell’Italia come partner strategico per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale georgiano, combinando competenze scientifiche e diplomazia culturale.
“L’Italia è impegnata da anni nell’organizzazione e nel finanziamento di missioni archeologiche, antropologiche, etnologiche, paleontologiche e di conservazione all’estero – ha spiegato – solo per il 2025 sono state sostenute 282 missioni attraverso contributi o riconoscimenti istituzionali. Uno dei fiori all’occhiello della cooperazione culturale tra Italia e Georgia è rappresentato dalle missioni archeologiche italiane finanziate dal Maeci, che operano da anni in Georgia per accrescere la consapevolezza della storia e del patrimonio culturale del Paese e proteggere le sue ricchezze ereditate dal passato”.
