Internazionalizzazione, diplomazia economica e competitività rappresentano i tre pilastri della strategia con cui il Sistema Paese punta a rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali. È questo il messaggio emerso dal ciclo di incontri “Obiettivo Export”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) come percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell’Export 2026, in programma a dicembre a Milano.
Dopo le tappe di Torino, dedicata al tessuto produttivo del Nord Italia, e di Bari, focalizzata sulle imprese del Mezzogiorno, il percorso si concluderà a Roma, coinvolgendo le aziende del Centro Italia. L’obiettivo è consolidare il dialogo tra istituzioni e sistema produttivo, raccogliendo le esigenze dei territori per definire politiche sempre più efficaci a sostegno dell’export e della crescita internazionale delle imprese.
Il Piano d’Azione per l’Export
Al centro della strategia del Governo c’è il Piano d’Azione per l’Export, presentato nel 2025 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che individua come obiettivo il rafforzamento strutturale della proiezione commerciale dell’Italia. Nel corso degli incontri è stato evidenziato come il sistema produttivo nazionale abbia dimostrato capacità di adattamento anche in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e crescente incertezza, confermando il ruolo dell’export quale motore fondamentale della crescita economica italiana.
Una rete integrata al servizio delle imprese
Uno degli elementi centrali emersi durante il confronto riguarda il rafforzamento degli strumenti pubblici destinati alle imprese esportatrici. La recente riforma della Farnesina ha portato alla nascita della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, struttura che coordina il sostegno alle aziende italiane sui mercati esteri in collaborazione con Ice, Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti.
Durante gli appuntamenti territoriali sono stati illustrati gli strumenti disponibili per accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione. Ice mette a disposizione una rete internazionale di uffici per favorire partnership commerciali, Simest offre strumenti di finanza agevolata, mentre Cdp e Sace sostengono gli investimenti e garantiscono le operazioni commerciali delle aziende italiane nei mercati internazionali.
Diplomazia economica e infrastrutture
Dal confronto con imprese e istituzioni è emersa la necessità di rafforzare la diplomazia economica, intensificando missioni imprenditoriali, forum internazionali e incontri business-to-business per favorire nuove opportunità commerciali. Parallelamente, particolare attenzione è stata riservata al tema delle infrastrutture, considerate un fattore decisivo per migliorare la competitività del sistema produttivo nazionale.
Accanto agli investimenti nella logistica e nei grandi corridoi di trasporto, il dibattito ha evidenziato anche l’importanza della digitalizzazione, con la diffusione delle reti 5G ritenuta fondamentale per accelerare l’adozione delle tecnologie innovative e aumentare il valore aggiunto delle esportazioni italiane.
Innovazione e nuovi accordi commerciali
Tra le priorità indicate figura anche la diversificazione dei mercati di destinazione e delle filiere di approvvigionamento. Secondo quanto emerso durante gli incontri, la conclusione di nuovi accordi di libero scambio rappresenta uno strumento strategico per ridurre i rischi geopolitici e creare nuove opportunità per il sistema produttivo italiano.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre ai settori ad alta intensità tecnologica, dalla cybersicurezza all’aerospazio, considerati leve fondamentali per rafforzare la competitività del Paese e consolidare il ruolo delle startup e delle PMI innovative nelle catene globali del valore.
Mezzogiorno e Zes Unica
Un capitolo specifico è stato dedicato al Mezzogiorno, dove la Zes Unica viene indicata come uno dei principali strumenti di politica industriale per attrarre investimenti e favorire la crescita delle esportazioni. La semplificazione amministrativa, unita agli strumenti di finanza agevolata, punta a rendere il Sud una piattaforma produttiva sempre più integrata con le principali rotte commerciali internazionali.
L’iniziativa Obiettivo Export conferma così la volontà del Sistema Paese di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e imprese, mettendo a disposizione strumenti finanziari, competenze e relazioni internazionali per sostenere la crescita del Made in Italy sui mercati globali.
