È il quadro tracciato da Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, intervenuto all’evento “Obiettivo Export” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il dato evidenzia il ruolo centrale delle imprese di dimensione medio-piccola nella capacità dell’Italia di competere sui mercati globali, ma mette anche in luce un divario territoriale ancora significativo.
Le aziende del Mezzogiorno rappresentano infatti quasi un terzo delle imprese italiane, ma contribuiscono per meno di un decimo all’export manifatturiero nazionale. Secondo Unioncamere, tuttavia, questo squilibrio non indica soltanto una criticità, ma anche un potenziale di crescita ancora largamente inespresso.
A sostenere questa prospettiva sono anche alcuni indicatori di dinamismo imprenditoriale. Nel Mezzogiorno la quota di imprese ad alta crescita (High-Growth Firms) tra le aziende manifatturiere e dei servizi con almeno 10 addetti raggiunge il 20,4%, superiore ai valori registrati nel Nord-Est (13,9%), Nord-Ovest (15,1%) e Centro (17,1%).
Negli ultimi anni il sistema produttivo meridionale ha inoltre mostrato segnali di rafforzamento: il Pil del Sud è cresciuto del 8,6% negli ultimi cinque anni, contro una media nazionale del 6,5%, anche grazie agli investimenti legati al Pnrr e alla Zes Unica.
A trainare la crescita sono diversi comparti strategici: dall’agroalimentare alla farmaceutica, dall’aerospazio all’automotive, fino alla manifattura tradizionale, con settori come meccanica e moda sempre più orientati verso i mercati esteri.
“Per troppo tempo il Sud è stato raccontato come un territorio da recuperare – ha dichiarato Tripoli –. Oggi deve essere considerato una piattaforma per la crescita, soprattutto per la portualità, l’economia del mare, l’energia e i flussi logistici e digitali”.
“L’internazionalizzazione del Mezzogiorno è una politica economica nazionale – ha aggiunto Tripoli –. Le nostre analisi mostrano che il supporto del sistema camerale produce risultati concreti: le imprese accompagnate dalle Camere di commercio, in particolare attraverso Promos Italia, in un caso su tre iniziano a esportare oppure ampliano la propria presenza sui mercati internazionali”.
