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Ey al Domus Forum presenta i dati dello Smart City Index e racconta la città del futuro

  • Inclusione, mobilità, tradizione e trasformazione: sono queste le quattro parole chiave che hanno
  • guidato il Domus Forum 2023 dedicato al futuro della città, tenutosi all’Adi Design
  • Museum di Milano. Moderato da Walter Mariotti, Direttore editoriale del sistema Domus, l’evento
  • ha visto la partecipazione di Steven Holl e Toshiko Mori, Guest Editor 2023 di Domus, l’architetto
  • Mario Cucinella, gli urbanisti Javier Arpa Fernàndez, Elena Granata e Carlos Moreno, il sociologo
  • delle migrazioni Maurizio Ambrosini, il giornalista Jacopo Tondelli, l’assessore all’Urbanistica,
  • Edilizia privata e ambiente del Comune di Venezia Massimiliano De Martin, il responsabile dei
  • progetti di rigenerazione urbana di Chiesi Group Andrea Chiesi, il responsabile di Lancia Products
  • Paolo Loiotile, il direttore generale di Fondazione Cariplo Sergio Urbani che, da prospettive
  • diverse, si sono confrontati sullo sviluppo sostenibile delle città e sulla costruzione di un tessuto
  • urbano attrattivo e inclusivo che ponga al centro le esigenze dei cittadini.
  • Andrea D’Acunto, People Advisory Services Leader EY Italia, ha concluso i lavori presentando
  • alcuni dati dello Human Smart City Index 2022 curato da EY. Dagli anni Settanta, ha spiegato
  • D’Acunto, in Italia si sta assistendo a una crescente migrazione dalle città grandi – con più di
  • 000 abitanti – alle città medio-piccole, che hanno acquisito 6 milioni di abitanti. I cittadini,
  • del resto, cercano sempre più città a misura di persona che sappiano soddisfare la crescente
  • attenzione per gli stili di vita e per i comportamenti. 

Per questo la città del futuro dovrà essere digitalizzata, sostenibile e inclusiva e si fonderà su cittadini sempre più attenti ai propri comportamenti, ai propri consumi che diventeranno abilitatori della trasformazione urbana. Una trasformazione che non transita solo da infrastrutture ed ecosistemi digitali e dalle tecnologie della transizione ecologica, ma anche da un nuovo senso di comunità che pervade un numero crescente di cittadini. La centralità della persona è infatti alla base delle Human Smart City, che vedranno un rapporto sempre più stretto tra tessuto urbano e cittadino.

Inoltre, secondo lo Human Smart City Index di E, yle Città metropolitane sono quelle dove si investe di più nella modernizzazione delle infrastrutture e nei nuovi servizi, ma anche quelle dove è più difficile modificare i comportamenti dei cittadini (gli stili di mobilità, il risparmio energetico, ecc.). Invece, nelle città medie e quelle piccole, pur a fronte di investimenti minori, i cittadini hanno modificato i loro comportamenti, grazie al cambiamento dei valori, che ha reso più desiderabili e più vivibili le città “a misura di persona”.

Il futuro delle città, dunque, andrà progettato tenendo presente i cittadini del futuro, con un equilibrio tra tradizione e nuovi significati che i cittadini danno all’uso delle città. In questo scenario la GenerazioneZ giocherà un ruolo cruciale, perché le ragazze e i ragazzi saranno i cittadini di domani che ridefiniranno il concetto di città. Nella riprogettazione urbana, ha proseguito D’Acunto, sarà fondamentale ascoltare le loro esigenze e i loro bisogni che sono profondamente diversi da quelle dei millennials e dei boomer.

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