Nel 2024 l’industria farmaceutica italiana consolida il proprio ruolo di pilastro del sistema produttivo nazionale, confermandosi uno dei settori a più alto valore aggiunto del Made in Italy e uno dei principali motori dell’export.
Negli ultimi dieci anni l’Italia si è affermata come hub europeo della farmaceutica, con un contributo pari a circa il 10% dell’export nazionale, grazie alla crescita di produzione, ricerca, occupazione ed espansione internazionale. Un ruolo centrale è svolto dalle Fab13, le tredici aziende storiche del made in Italy farmaceutico aderenti a Farmindustria, che nel 2024 hanno registrato risultati particolarmente positivi: i ricavi aggregati sono cresciuti del 12% rispetto al 2023, raggiungendo 18,9 miliardi di euro, trainati soprattutto dall’estero (+14%), mentre il mercato domestico è rimasto più debole (+2%). Le esportazioni hanno segnato un +16%, superando la crescita complessiva dell’export farmaceutico italiano (+10%), a conferma della forte proiezione internazionale del comparto. In deciso aumento anche gli investimenti, cresciuti del 21% al netto delle acquisizioni, con una spinta significativa sulla Ricerca e Sviluppo, salita del 27% a 1,4 miliardi di euro.
L’occupazione è aumentata del 3%, con un +2% in Italia e un +4% all’estero, portando gli addetti delle Fab13 a circa 50.400 unità, pari al 22% dell’occupazione dell’intera industria farmaceutica nazionale; si tratta di un’occupazione altamente qualificata, con oltre l’80% di laureati o diplomati e più del 90% di contratti a tempo indeterminato.
Nel complesso, nel 2024 il valore della produzione delle aziende iscritte a Farmindustria ha raggiunto 56,1 miliardi di euro, mentre l’export si è attestato a 53,8 miliardi di euro, sostenuto in particolare dai farmaci ad alta tecnologia. L’Italia si conferma così sesto esportatore mondiale di farmaci e terzo per i farmaci confezionati. Un percorso di crescita che, come sottolineato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, rende la farmaceutica uno dei settori trainanti del nuovo Made in Italy e un modello di sviluppo capace di attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la competitività del Paese nel lungo periodo.
