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FederTerziario: “Alternanza scuola lavoro fondamentale per le pmi”

La proposta dell’organismo datoriale per valorizzare uno strumento che avvicina il mondo del lavoro alla scuola in un momento storico segnato dalla ricerca di profili dalla formazione tecnica e professionale.

Non lasciare che alcuni casi limite allontanino il mondo del lavoro da quello della scuola e quindi riorganizzare il sistema puntando su sviluppo di competenze richieste dal mercato del lavoro, campagna informativa, tutor preparati e adeguati e aumento dell’attrattività per le imprese anche tramite meccanismi premiali. Si sintetizza in questi termini la posizione di FederTerziario e FederTerziario Scuola sul futuro dell’alternanza scuola-lavoro. Gli organismi datoriali sottolineano la rilevanza che, con tutti i suoi limiti, il Pcto (percorso per le competenze trasversali) costituisce un modello di transizione scuola-lavoro che ha consentito agli studenti di affacciarsi in un mercato che lamenta l’assenza di figure professionali in diversi ambiti di prioritario interesse nazionale, dalla ristorazione all’edilizia. Un’evidenza dimostrata dai dati Istat che certificano il 23% di disoccupazione giovanile e il 2,2% del tasso di posti vacanti, determinato dalla ricerca di figure ad alta specializzazione e di profili della formazione tecnica e professionale.

“Occorre ripartire dalla sicurezza perché i dati di questi anni riportano infortuni e purtroppo anche morti durante i percorsi di alternanza scuola lavoro, con criticità legate anche ai risarcimenti e questo è inaccettabile, pertanto apprezziamo l’impegno del Ministero del Lavoro che ha allo studio un fondo con dotazioni di 10 milioni di euro, e ulteriori 2 milioni all’anno, a partire dal 2024, per il risarcimento alle famiglie degli studenti deceduti dal 2018 – spiega Alessandro Franco, segretario generale di FederTerziario -. Allargando il raggio del ragionamento, cerchiamo di preservare l’importanza dell’idea di un’esperienza educativa nell’ambito di un sistema duale, cioè un modello formativo integrato tra scuola e lavoro. Un approccio del genere permette di creare un rapporto continuativo e organico tra due mondi che rischiano altrimenti di restare distanti, complicando i percorsi di occupabilità dei giovani. Rappresentando circa 85mila imprese sul territorio nazionale, conosciamo bene gli appelli destinati alla ricerca di manodopera qualificata per rispondere alle esigenze del mercato”.

Prioritario resta il tema della sicurezza sul lavoro che sarebbe da approfondire tramite un’implementazione delle iniziative in materia di sicurezza da parte del sistema scolastico nazionale e, in parallelo, un potenziamento delle attività delle imprese, da incentivare anche tramite meccanismi premiali da finanziare con il cosiddetto tesoretto dell’Inail che, stando al bilancio di previsione 2023 approvato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza e comunicato a gennaio, ha registrato un avanzo finanziario di circa 1,5 miliardi.

 

 

 

 

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