Il Documento, che sarà recepito attraverso i contratti di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, traduce gli obiettivi della politica nazionale in materia di infrastrutture e mobilità ferroviaria alla luce delle esigenze di spostamento di persone e merci. Il Dspm costituisce inoltre il quadro di riferimento per la successiva programmazione e il finanziamento degli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie.
Il documento è articolato in sei capitoli. Dopo l’introduzione, il secondo capitolo fa il punto sugli obiettivi conseguiti e sui risultati raggiunti con l’attuazione delle linee strategiche del precedente Dsmf 2022, oggi Dspm. Il terzo capitolo definisce invece gli obiettivi e le azioni prioritarie della strategia nazionale pluriennale di pianificazione dei trasporti multimodale, partendo dall’analisi delle esigenze di mobilità di persone e merci, con particolare attenzione al trasporto ferroviario. La sezione approfondisce anche la rete multimodale, la logistica e l’intermodalità.
Il quarto capitolo è dedicato agli attuali Contratti di programma 2022-2026 e ai relativi aggiornamenti del 2025, insieme alla valutazione delle performance del gestore dell’infrastruttura ferroviaria. Nel quinto vengono illustrati i programmi strategici per lo sviluppo della rete, con l’indicazione della localizzazione territoriale degli interventi e delle relative priorità.
Chiude il documento il capitolo dedicato alla valutazione degli investimenti, attraverso una metodologia che considera le diverse fasi ex ante, in itinere ed ex post. Particolare attenzione viene riservata agli impatti ambientali e sociali degli interventi, nell’ottica di una programmazione infrastrutturale coerente con gli obiettivi di sostenibilità.
Il decreto ministeriale di approvazione firmato dal ministro Matteo Salvini, è stato ammesso alla registrazione dalla Corte dei Conti, completando l’iter previsto per il nuovo documento strategico della mobilità ferroviaria.
