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Festival dell’Economia-Tria: “Globalizzazione, servono nuove regole condivise”

La globalizzazione – ha spiegato Tria – ci ha dato tre decenni di crescita senza inflazione. Una crescita di cui hanno beneficiato Paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo, ma sono le politiche dei singoli Paesi che devono poi gestire la redistribuzione interna, cosa che non sempre è avvenuta. C’è poi un problema di equilibri fra Paesi interdipendenti fra loro e le tensioni geopolitiche generano la paura di questa dipendenza. Ma è una paura “primitiva” ha detto Tria, e se un Paese blocca la produzione ne risentono anche gli altri. Di fronte al grande e inarrestabile spostamento di pesi economici da occidente a oriente – ha concluso – il nostro compito è governare questo fenomeno”.

Proprio sull’oriente, e in particolare sulla Cina, si è soffermato Yang Yao, director China center for economic research of Beijing. “Il mondo sta cambiando – ha detto – e il mutamento principale è l’ascesa della Cina, il Paese maggiormente cresciuto dalla Seconda Guerra Mondiale. Mentre tanti pensavano a una convergenza sul sistema politico americano – ha aggiunto Yang Yao – la Cina ha seguito la propria strada. Gli Stati Uniti hanno visto la Cina come avversario, ma le loro sanzioni non hanno avuto effetto. La globalizzazione economica – ha concluso – non è finita e continua. La sfida che abbiamo di fronte per creare un nuovo ordine mondiale è far coesistere Paesi con sistemi economici diversi: integrazione senza convergenza quindi, pensando al benessere di tutto il mondo”.
Temi, questi, ripresi nella tavola rotonda allargata a esperti del mondo accademico, di istituti di ricerca e dell’Ocse.

La globalizzazione – è stato detto – non è assolutamente finita e porta vantaggi. Bisogna però arrestare la frammentazione dei mercati internazionali, anche per non rendere difficoltosa la risposta a emergenze globali ma Europa, Cina e Stati Uniti devono trovare un’intesa su nuove regole. Ciò attraverso una discussione comune valorizzando il ruolo attivo degli organismi multilaterali, delle aziende, delle Ong e dei cittadini attraverso tecnologie digitali e piattaforme online.

 

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