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Festival economy, la musica live raggiunge i 4,3 miliardi nel 2026: cresce il turismo dei concerti

I grandi eventi musicali sono diventati una  destinazione turistica, capace di influenzare le scelte di viaggio e di alimentare l’intera filiera dell’ospitalità. Per una quota compresa tra il 93% e il 95% del pubblico analizzato, infatti, il concerto rappresenta la motivazione principale dello spostamento, trasformando l’evento musicale nel punto di partenza dell’esperienza turistica.

Il cambiamento delle abitudini è ormai consolidato. Il 26% degli intervistati ha effettuato o prevede di effettuare almeno un viaggio per assistere a un concerto, mentre il 14% ha programmato la partecipazione a più eventi live. Parallelamente cresce anche il turismo legato a festival e mostre, scelto dal 27% del campione, con un ulteriore 13% intenzionato a partecipare a più appuntamenti nel corso dell’anno, si legge nella ricerca di Unicusano,

L’impatto economico del settore va ben oltre la vendita dei biglietti. Nel 2025 i concerti di musica pop, rock e leggera hanno generato incassi superiori a 1,089 miliardi di euro all’interno delle venue. Secondo l’analisi di Unicusano, per ogni euro speso per il biglietto se ne generano altri tre tra ospitalità, ristorazione, trasporti, commercio e servizi locali.

Lo studio evidenzia inoltre come ogni grande artista produca ricadute economiche differenti sui territori. I concerti di Taylor Swift a Milano hanno richiamato il 77% di spettatori provenienti da fuori regione e il 30% dall’estero. I Coldplay, con le date di Roma, hanno generato un impatto economico stimato in 111 milioni di euro, con quasi la metà del pubblico che ha soggiornato in città per una media di 2,4 notti. I concerti di David Gilmour hanno prodotto una spesa media di circa 827 euro per spettatore e un impatto superiore a 60 milioni di euro. Anche il Jova Summer Party 2026 conferma questa tendenza, portando il tour in sette diverse destinazioni italiane dopo il successo delle 54 date sold out del 2025.

Tra le città che hanno beneficiato maggiormente della festival economy guida la classifica Milano, con ricavi pari a 206,5 milioni di euro, seguita da Roma con 171,7 milioni e Lucca con 77,1 milioni. Tra le località costiere emerge il Lido di Camaiore, che grazie al festival “La Prima Estate” ha generato un impatto economico di 7,55 milioni di euro.

Lo studio mette inoltre in evidenza come l’esperienza del concerto sia sempre più integrata con la dimensione digitale. Durante i grandi eventi il pubblico segue spesso lo spettacolo attraverso maxischermi, riprende video e condivide contenuti sui social network. Secondo una ricerca britannica citata nell’infografica, il 77% degli spettatori registra video durante i concerti, con una durata media di 12 minuti, mentre solo il 31% li rivede successivamente. Per circa il 24% del pubblico, infatti, l’obiettivo principale è condividere l’esperienza online.

L’analisi evidenzia infine come il mercato post-pandemia abbia modificato le abitudini di spesa. Se in passato il prezzo di 60 euro rappresentava una soglia psicologica per l’acquisto di un biglietto, oggi i concerti negli stadi superano frequentemente i 100 euro, mentre il costo complessivo di una serata, considerando trasporti, pernottamenti e servizi, può arrivare a sfiorare i 500 euro.

Un fenomeno che, secondo Unicusano, sta polarizzando i consumi culturali, concentrando la spesa su pochi grandi eventi e rendendo più difficile sostenere la programmazione della musica dal vivo nei circuiti minori.

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