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La maggiore concentrazione delle stipule è nella macroarea settentrionale, il  61,4% sottoscrivono i finanziamenti.  Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha analizzato i soggetti per comprendere quali sono le caratteristiche di coloro che si muovono sul mercato-
La rilevazione, riferita all’anno 2023, prende in esame indici quali area di provenienza, area in cui è avvenuta la stipula, età anagrafica e professione di tutti coloro che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas.

Area di provenienza
Nel nostro Paese vengono finanziati principalmente cittadini italiani, infatti il 69,7% dei mutui è stato erogato a persone di origine italiana (nel 2022 il valore era pari al 73,6%), ma stanno aumentando le percentuali degli stranieri: attualmente quasi il 14,1% è rappresentato da cittadini europei e 16,2% è rappresentato da immigrati extra-europei. Le nazionalità più rappresentate sono quelle rumena, albanese e moldava, mentre la maggior parte dei non europei proviene dall’Asia, seguiti a brevissima distanza dai latinoamericani e dagli africani.

Area erogazione mutuo
Osservando l’area in cui i soggetti hanno stipulato il mutuo, si evince che la maggiore concentrazione è nella macroarea settentrionale con il 61,4%. Seguono a molta distanza Italia Meridionale e Italia Centrale con valori rispettivamente del 14,1% e del 17,1%. Solo il 7,4% sottoscrive un mutuo nelle isole.

Età anagrafica
L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nel 2023 è 39,2 anni, dato stabile rispetto al 2022 quando era pari a 39,3. L’analisi per fasce d’età mostra come sia la popolazione più giovane a fare un maggior ricorso al mutuo e, in generale, la percentuale decresce con l’aumentare dell’età. C’è una leggera preponderanza dei 35-44enni rispetto agli under 35: la prima fascia incide per il 34,3%, quella più giovane pesa invece il 37,4%.

Professione
Dall’analisi della professione del mutuatario emerge che la sicurezza economica è tra gli elementi fondamentali richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento. Tale caratteristica identifica l’86,8% del campione (dipendenti a tempo indeterminato e pensionati), a fronte del 9,2% di chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda) e del 2,5% di lavoratori a tempo determinato.

 

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