La Corte dei conti ha approvato la relazione sulla gestione del Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir), istituito dalla legge di bilancio 2019 per ristorare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di alcuni istituti di credito italiani. Il documento, approvato dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, analizza lo stato di attuazione del Fondo e individua alcuni profili di miglioramento nella gestione contabile e finanziaria.
Il Fir, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), è stato dotato di risorse complessive pari a 1,6 miliardi di euro e ha l’obiettivo di indennizzare i titolari di azioni e obbligazioni subordinate che hanno subito un pregiudizio a seguito di violazioni degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza da parte di banche poste in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1° gennaio 2018.
Dall’istruttoria emerge che, al 31 dicembre 2023, erano state accolte oltre 134 mila domande, per un importo complessivo di circa 1,354 miliardi di euro. Successivamente sono stati liquidati ulteriori indennizzi, portando il totale delle somme erogate a circa 1,355 miliardi di euro.
La relazione evidenzia inoltre che circa il 59,3% degli indennizzi complessivamente corrisposti è stato destinato ai risparmiatori del Veneto. Le domande sono state esaminate da una Commissione tecnica, con il supporto operativo di Consap-
Sotto il profilo della gestione finanziaria, la Corte rileva la formazione di residui di stanziamento e una sovrastima delle risorse assegnate al funzionamento della Commissione tecnica, elementi che rendono necessaria una programmazione più aderente al reale fabbisogno.
La relazione richiama inoltre l’incremento della dotazione del Fondo previsto dalla legge di bilancio 2026, che autorizza nuove risorse per consentire l’indennizzo dei risparmiatori le cui domande erano state respinte per incompletezza documentale o procedurale.
In vista dell’attuazione della nuova misura, la Corte dei conti raccomanda al Mef di accelerare l’esame delle nuove istanze, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, così da ridurre i tempi di definizione delle pratiche ed evitare la formazione di ulteriori residui di spesa.
L’organo di controllo invita infine l’Amministrazione a predisporre una stima più accurata delle risorse destinate alla Commissione tecnica, al fine di garantire una programmazione finanziaria maggiormente coerente con le effettive esigenze operative del Fondo.
