Per i 3.000 partecipanti attesi alla prima edizione dell’evento, organizzato dal Comitato One Water Italia, dall’Istituto Mediterraneo dell’Acqua e dall’Unione per il Mediterraneo con il supporto del Ciheam Bari, sono stati ritirati 3.000 Water Credit Token, uno per ciascun partecipante, come contributo verificabile al bacino del Tevere.
I crediti corrispondono complessivamente a 3.000 metri cubi equivalenti di acqua trattata, riutilizzata e verificata. L’intera operazione, dall’emissione al ritiro e attraverso tutti i passaggi intermedi, viene registrata sulla blockchain Hypercube, che costituisce la base del sistema di misurazione, rendicontazione e verifica digitale (Dmrv). Nel registro vengono raccolte informazioni relative al volume, all’origine dell’acqua, all’impianto, al processo e alla relativa marcatura temporale.
L’iniziativa segue il principio della prossimità idrologica previsto dal Global Water Credit Standard (Gwcs), collegando il contributo al territorio nel quale si svolge il Forum. Il modello si inserisce inoltre nel quadro europeo sui green claims e nella Direttiva Ue 2024/825, adottando una logica di contribution claim nella quale ogni dichiarazione è associata a un volume d’acqua, a un luogo e a benefici specifici, finanziati e verificabili.
Una parte di ogni transazione viene destinata dallo standard Gwcs a interventi di addizionalità sistemica, che possono essere realizzati nel territorio interessato o sostenere comunità particolarmente esposte allo stress idrico. Nel caso del Forum, questa quota sarà destinata a Oxfam Italia per finanziare i programmi Wash dedicati ad acqua, servizi igienico-sanitari e igiene.
L’operazione si inserisce nel dibattito sul finanziamento delle infrastrutture idriche nel Mediterraneo, in un contesto nel quale il fabbisogno aggiuntivo è stimato tra 40 e 80 miliardi di dollari l’anno. I water credit vengono proposti come un’unità standardizzata, misurabile e tracciabile, in grado di collegare obiettivi territoriali e politiche sovranazionali e di favorire l’incontro tra capitale pubblico e privato, senza sostituire gli investimenti infrastrutturali né gli interventi per ridurre consumi e impatti lungo la filiera.
Secondo Maria Spena, presidente del Comitato One Water, “l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di finanza blu e della possibilità di costruire uno standard comune per il settore idrico euromediterraneo, creando un collegamento tra valore economico e sostenibilità”.
Per Pietro Gorgazzini, ceo di Hypercube, “l’utilizzo di un’unità digitale interoperabile consente invece di collegare la dimensione regionale delle politiche idriche con quella locale degli interventi, rendendo i risultati misurabili e verificabili e contribuendo ad accelerare i flussi di capitale destinati alla resilienza idrica”.
