Nel 2024 le frodi sui mezzi di pagamento hanno raggiunto in Europa quasi 1,2 miliardi di euro, di cui 382 milioni legati a manipolazioni dirette. Una crescita che riflette un cambiamento profondo: “le frodi stanno diventando intelligenti, automatizzate e difficili da rilevare” l’allarme arriva da Anna Longaro, Country Manager per l’Italia di Sis Id, che sottolinea come la minaccia digitale richieda oggi un’azione coordinata tra banche, imprese e autorità pubbliche.
Dal 9 ottobre 2025 sono in vigore le nuove regole europee sui bonifici istantanei, che impongono costi allineati ai trasferimenti ordinari e introducono la Verification of Payee (VoP), sistema di verifica del beneficiario volto a ridurre errori e frodi. Tuttavia, come osserva Longaro, l’evoluzione tecnologica dei criminali impone di non abbassare la guardia: l’intelligenza artificiale è ormai anche uno strumento di attacco.
Le tecniche più diffuse includono deepfake vocali, falsificazioni di documenti e phishing sempre più sofisticato. Oggi, il 90% delle istituzioni finanziarie utilizza modelli di IA per rilevare anomalie e comportamenti sospetti, con capacità di detection fino al 95%, ma solo il 25% delle banche è pronto a integrare in modo sicuro i modelli generativi, secondo il Boston Consulting Group.
Una possibile risposta è l’apprendimento federato (federated learning), tecnologia che consente di addestrare modelli di IA in modo distribuito, senza condividere dati sensibili. In questo modo, banche e imprese possono collaborare senza rinunciare alla privacy, migliorando del 20% in media la precisione nella rilevazione delle frodi.
L’alleanza tra operatori è già realtà in alcune iniziative internazionali, come la partnership Nasdaq Verafin–BioCatch (2.600 istituzioni e 10mila miliardi di dollari in attivi) o il sistema Mastercard Decision Intelligence, che ha triplicato l’efficacia di rilevamento riducendo i falsi positivi del 22%. Ma per Longaro questi esempi devono diventare modello sistemico, sostenuto da un quadro regolatorio comune.
In Europa, questo quadro è delineato da tre pilastri: Gdpr, regolamento Dora e AI Act, che insieme mirano a garantire resilienza digitale, trasparenza e sicurezza etica. L’obiettivo è costruire una rete antifrode basata su fiducia e cooperazione, un “triangolo” che unisce imprese, banche e istituzioni pubbliche.
