La delegazione italiana è stata guidata dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che ha rappresentato il Governo nel confronto sul ruolo di innovazione, scienza e tecnologie emergenti per lo sviluppo economico e la competitività internazionale.
Al termine dei lavori, i ministri del G20 hanno adottato per consenso una Dichiarazione sull’Innovazione, riconoscendo il contributo delle tecnologie emergenti alla prosperità, alla produttività e all’ampliamento delle opportunità per cittadini e imprese.
La dichiarazione individua sei pilastri condivisi per costruire un ecosistema globale favorevole all’innovazione: politiche e quadri regolatori pro-innovazione; tecnologia come strumento di opportunità e prosperità; sviluppo delle competenze e della forza lavoro tecnica; proprietà intellettuale e intelligenza artificiale; Ai per gli standard e standard per l’Ai; innovazione industriale e investimenti nelle catene di approvvigionamento.
Particolare attenzione è stata dedicata ai Carolina Principles for Emerging Technologies, che invitano i Paesi a rafforzare gli investimenti nella ricerca di base e nelle tecnologie fondamentali, migliorare i percorsi di commercializzazione dei risultati della ricerca e favorire l’adozione e la diffusione di tecnologie affidabili.
Nel corso della Ministeriale sono stati inoltre presentati gli Ai Prosperity Objectives e l’Ai Prosperity Compact, iniziative rivolte a rafforzare le competenze tecnologiche nei Paesi del G20 e ad ampliare le opportunità di collaborazione tra istituzioni e settore privato.
L’Italia ha contribuito al confronto portando all’attenzione dei lavori alcuni temi considerati strategici, a partire dal ruolo delle micro, piccole e medie imprese nei processi di innovazione, dalla formazione e dai percorsi di upskilling e reskilling. Tra le priorità sostenute anche i principi di sicurezza e supervisione umana nello sviluppo e nell’utilizzo delle tecnologie emergenti, il rafforzamento delle sinergie tra ricerca e imprese e la tutela del copyright, dei creatori di contenuti e della proprietà intellettuale nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
L’Italia ha inoltre sottolineato il ruolo degli standard come fattore abilitante dell’innovazione, valorizzando sia quelli sviluppati dall’industria sia quelli definiti nei processi internazionali di normazione, con l’obiettivo di favorire interoperabilità, sicurezza, fiducia e diffusione delle nuove tecnologie.
La Ministeriale ha rappresentato anche un’occasione di confronto con alcuni dei principali protagonisti dell’ecosistema globale dell’innovazione, tra cui Jensen Huang di Nvidia, Sam Altman di OpenAi, Elon Musk di Tesla, SpaceX e xAi, Mark Zuckerberg di Meta, Tom Brown di Anthropic, Demis Hassabis di Google DeepMind, Alex Karp di Palantir e David Sacks. Le sessioni hanno affrontato i temi delle tecnologie emergenti, dell’intelligenza artificiale, della ricerca e della manifattura avanzata.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dell’Unione europea e dei Paesi del G20, insieme all’Unione africana. Presenti Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. La Polonia ha partecipato come Paese invitato, mentre il Sud Africa non ha preso parte ai lavori.
La partecipazione italiana si inserisce nel percorso del G20 per rafforzare la cooperazione internazionale su scienza, tecnologia e innovazione, riconosciute come leve strategiche per la crescita, la produttività, la competitività industriale e la creazione di nuove opportunità economiche.
I lavori si sono conclusi con il passaggio della Presidenza del G20 al Regno Unito, che guiderà il gruppo nel 2027.
“Il formato G20 è particolarmente rilevante per affrontare i rapidi e profondi cambiamenti tecnologici della nostra era”, ha sottolineato Valentini nei suoi interventi, evidenziando la necessità di promuovere uno sviluppo tecnologico incentrato sulla persona, capace di sostenere una crescita diffusa e contribuire alla riduzione delle disuguaglianze.
