Il G7 Clima, Energia e Ambiente di Torino, ospitato a Venaria Reale, ha rafforzato gli impegni assunti alla Cop28, delineando una strategia comune per accelerare la transizione energetica e contrastare il cambiamento climatico.
Tra le principali decisioni figura l’impegno dei Paesi del G7 a uscire dal carbone entro il 2035, favorendo al contempo lo sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo energetico, considerati essenziali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Sul fronte dell’innovazione, è stato inoltre istituito un gruppo di lavoro dedicato alla fusione nucleare, con l’obiettivo di promuovere investimenti e cooperazione internazionale.
Il vertice ha confermato anche la volontà di ridurre progressivamente la dipendenza dal gas russo e di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche, fondamentali per la transizione energetica e digitale.
Tra gli impegni ambientali spiccano la riduzione del 75% delle emissioni di metano provenienti dalle filiere fossili entro il 2030 e il sostegno a tecnologie innovative come idrogeno a basse emissioni, biometano e sistemi di cattura e stoccaggio della Co2 (Ccs).
Ampio spazio è stato dedicato all’adattamento climatico, con la nascita del G7 Adaptation Accelerator Hub, destinato a sostenere i Paesi più vulnerabili nella realizzazione di progetti finanziabili. Particolare attenzione è stata riservata all’Africa, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei, e alla gestione sostenibile delle risorse naturali attraverso la nuova Coalizione G7 sull’Acqua.
Il documento finale affronta inoltre i temi dell’economia circolare, con un’Agenda dedicata al tessile e alla moda sostenibile, e della lotta all’inquinamento da plastica, comprese le problematiche legate alle microplastiche.
“È importante che le grandi economie del pianeta assumano la responsabilità e l’onere finanziario di guidare la sfida della transizione ecologica e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando il valore politico e strategico delle decisioni adottate dal vertice.
