Secondo i dati europei, il prezzo medio del gas per le famiglie nell’Ue, tasse incluse, è salito a 12,28 euro per 100 kWh, rispetto agli 11,43 euro del primo semestre dell’anno. Un livello sostanzialmente in linea con quello registrato nella seconda metà del 2024, mentre il peso fiscale sul prezzo finale è rimasto stabile negli ultimi tre semestri.
Permangono tuttavia forti differenze tra i diversi Paesi europei, a conferma di mercati energetici ancora caratterizzati da differenti livelli di tassazione, mix energetico e politiche di sostegno pubblico.
Tra i Paesi con i prezzi più elevati figurano Svezia, dove il costo del gas per le famiglie ha raggiunto 20,92 euro per 100 kWh, seguita dai Paesi Bassi con 17,19 euro e dall’Italia con 14,81 euro. Sul versante opposto, i prezzi più contenuti sono stati registrati in Ungheria (3,40 euro), Croazia (5,43 euro) e Romania (5,66 euro).
Il dato italiano conferma quindi il posizionamento del Paese tra i mercati energetici più onerosi dell’Unione, anche a causa della forte dipendenza dalle importazioni di gas e della struttura dei costi lungo la filiera energetica.
Rilevante anche il peso della fiscalità. La quota più alta di tasse e imposte sul prezzo finale del gas è stata registrata nei Paesi Bassi, dove il carico fiscale rappresenta il 51,8% del totale, seguiti da Danimarca (48,9%) e Svezia (35,9%). Al contrario, le aliquote più basse si sono osservate in Croazia (4,8%), Grecia (8,1%) e Belgio (16,5%).
Se si considerano invece i prezzi espressi in standard di potere d’acquisto (Spa), indicatore che misura il costo dell’energia in rapporto al potere d’acquisto reale dei cittadini, emergono differenze ancora più marcate. I livelli più elevati sono stati registrati in Svezia (17,16), Portogallo (17,04) e Italia (15,48), mentre i più bassi in Ungheria, Lussemburgo e Slovacchia.
