Global Gas Report 2026, realizzato da Snam e International Gas Union (Igu), secondo cui il sistema mondiale del gas è oggi più diversificato, flessibile e resiliente rispetto alla crisi energetica del 2022.
Il rapporto evidenzia come gli investimenti nella diversificazione degli approvvigionamenti, nelle infrastrutture Gnl, nella capacità di rigassificazione e negli stoccaggi abbiano consentito al sistema di assorbire con maggiore efficacia lo shock del 2026 legato alla crisi dello Stretto di Hormuz.
L’interruzione ha interessato circa il 20% delle forniture mondiali di Gnl, pari a circa il 3% dell’offerta globale di gas. Per il 2026 la produzione mondiale è prevista in calo di 4 miliardi di metri cubi (-0,1%), mentre la domanda dovrebbe diminuire di 7 miliardi (-0,2%). Si tratterebbe del primo calo sia dell’offerta sia della domanda dal 2022.
Nonostante le tensioni, i prezzi del gas sono rimasti ben al di sotto dei livelli raggiunti durante la crisi energetica del 2022. Al Ttf hanno superato i 20 dollari per milioni di Btu, equivalenti a circa 60 euro/Mwh, contro gli oltre 70 dollari, pari a 227 euro/Mwh, registrati quattro anni fa.
Secondo il rapporto, la maggiore resilienza è il risultato degli investimenti realizzati negli ultimi anni, che hanno ampliato le fonti alternative di approvvigionamento e aumentato la flessibilità del sistema. Per il futuro, il report sottolinea tuttavia la necessità di proseguire con gli investimenti in produzione di Gnl, rigassificazione, stoccaggi e diversificazione dei portafogli di fornitura.
Nel 2025 la domanda di gas è cresciuta in tutte le principali aree geografiche, ad eccezione dell’Oceania. Il comparto residenziale e commerciale ha registrato l’aumento maggiore, pari a 32 miliardi di metri cubi, seguito dall’industria con 20 miliardi e dalla generazione elettrica con 17 miliardi. Quest’ultima rimane il principale settore di utilizzo finale, rappresentando il 34% della domanda mondiale.
A livello regionale, l’Asia ha segnato il maggiore incremento, con 25 miliardi di metri cubi in più, seguita dal Medio Oriente (+18 miliardi) e dall’Europa (+10 miliardi). I trasporti si sono invece confermati il comparto con la crescita più rapida, aumentando di 9 miliardi di metri cubi.
Anche la produzione mondiale di gas ha raggiunto un massimo storico nel 2025, a 4.147 miliardi di metri cubi. Il Nord America ha contribuito con 54 miliardi di metri cubi di nuova offerta, più di tutte le altre regioni in crescita messe insieme.
Gli Stati Uniti hanno inoltre superato la Russia come principale esportatore netto di gas al mondo, con esportazioni pari a 167 miliardi di metri cubi. Il Gnl statunitense ha coperto più della metà delle importazioni europee di Gnl.
Guardando al prossimo decennio, il rapporto stima che, se le attuali tendenze della domanda dovessero proseguire, il consumo globale potrebbe raggiungere tra 4.516 e 4.575 miliardi di metri cubi entro il 2030. Un’evoluzione che, secondo Snam e Igu, rende necessari ulteriori investimenti lungo tutta la filiera del gas.
Tra i principali fattori di cambiamento figura anche la crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale. La capacità globale dei data center ha raggiunto 141 Gw alla fine del 2025, distribuita in quasi 7.000 struttre e più che raddoppiata in cinque anni. La pipeline di nuovi progetti potrebbe superare 500 Gw entro il 2030, con circa il 64% destinato all’Ai.
La rapida espansione dei data center pone inoltre una questione di tempi: mentre queste strutture possono essere realizzate in uno-tre anni, per potenziare le infrastrutture di rete sono generalmente necessari dai cinque ai quindici anni. Cresce quindi la necessità di capacità programmabile, reti più solide e maggiore flessibilità della domanda.
Parallelamente, il settore sta accelerando sul fronte dell’innovazione e della riduzione delle emissioni. Nel 2025 la spesa globale in soluzioni digitali e intelligenza artificiale nel comparto upstream ha raggiunto circa 25 miliardi di dollari.
Progressi si registrano anche nei gas a basse emissioni. La capacità globale di produzione di biometano è aumentata del 15% nel 2025, raggiungendo 16,5 miliardi di metri cubi, mentre la capacità operativa globale di cattura della Co₂ è cresciuta di 8 milioni di tonnellate annue, portandosi a 74 milioni di tonnellate. Nel corso del 2025 sono inoltre stati approvati investimenti per ulteriori 19,5 milioni di tonnellate annue di capacità.
«La resilienza non è un risultato casuale. È il frutto di investimenti, diversificazione, flessibilità e capacità di adattamento», ha dichiarato Menelaos Ydreos, segretario generale dell’International Gas Union, sottolineando come il sistema globale abbia reagito allo shock del 2026 in modo più efficace rispetto a quattro anni fa proprio grazie agli investimenti realizzati nel Gnl, negli stoccaggi e nelle infrastrutture.
Per Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, il gas continua a svolgere un ruolo fondamentale nel garantire l’equilibrio del sistema energetico, soprattutto quando le fonti rinnovabili non sono disponibili. «La sicurezza energetica non può essere data per scontata», ha sottolineato, evidenziando l’importanza di continuare a investire in infrastrutture gas resilienti e flessibili.
