Skip to content Skip to footer

Gen Z non cerca solo un impiego, ma un’esperienza che dia valore alla persona

L’obiettivo è proporre un diverso modo di intendere il percorso professionale, basato sull’equilibrio vita-lavoro, sul benessere e sul senso di appartenenza.

Secondo uno studio di Eudaimon, il mondo del lavoro sta assistendo a una rivoluzione guidata dai più giovani. La Generazione Z, destinata a rappresentare quasi il 30% della forza lavoro globale entro il 2030, sta riscrivendo le regole proponendo una visione radicalmente diversa da quella delle generazioni precedenti. Una prospettiva del tutto nuova che mette al centro flessibilità, equilibrio tra vita privata e professionale e ascolto autentico. In poche parole, i giovani tra i 18 e i 26 anni, chiedono aziende capaci di prendersi cura delle persone, prima ancora che dei dipendenti. A testimoniare questo significativo cambio di passo un recente report di Checkr, secondo cui ben il 52% dei lavoratori della Gen Z e il 46% dei Millennials sarebbero disposti a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di lavorare in un’azienda i cui valori siano coerenti con i propri.

“Non si tratta più di semplici servizi aziendali, ma di una nuova cultura del lavoro. Oggi le persone chiedono alle aziende di farsi carico della loro esperienza complessiva, non solo come dipendenti, ma come individui. Chi saprà rispondere a questa richiesta costruirà legami più solidi, talenti più motivati e ambienti più resilienti. È giunto il momento di superare la logica della prestazione isolata e promuovere un approccio che mette al centro il benessere reale delle persone, nella loro interezza. Questo significa riconoscere il valore del tempo, dello star bene, del senso di appartenenza e della possibilità di crescere, non solo professionalmente ma anche come esseri umani” – dichiara il Ceo di EudaimonAlberto Perfumo

“Il futuro del lavoro passa da qui: da una cultura professionale più umana, promossa da chi ha il coraggio di chiedere di più, tanto che per i lavoratori della Gen Z il lavoro non è più solo una questione economica, ma riguarda la qualità dell’esperienza lavorativa nel suo complesso – prosegue – Flessibilità, benessere e supporto alla persona sono diventati elementi imprescindibili. Parliamo di giovani che valutano con attenzione non solo il tipo di contratto o la sede, ma anche ciò che l’azienda è in grado di offrire al di fuori dell’ufficio: coaching finanziario, settimane lavorative ridotte, programmi per l’equilibrio psico-fisico. Le aziende che sapranno adattarsi a queste esigenze – conclude Perfumo – non solo attireranno i talenti di domani, ma costruiranno una forza lavoro più consapevole, coesa e orientata al futuro, fondata su obiettivi condivisi, rispetto e fiducia”.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment