La tregua tra Iran e Stati Uniti è in attesa di sviluppi sul piano geopolitico e a risentirne sono soprattutto le spese irrinunciabili delle famiglie italiane: energia, carburanti, mutui e assicurazioni. Secondo le analisi di Facile.it, l’impatto complessivo potrebbe arrivare fino a 950 euro di rincari in più a famiglia nel corso dei prossimi mesi.
Bollette luce e gas
Le previsioni sul prezzo dell’energia indicano un rincaro significativo. Nei prossimi 12 mesi, le famiglie con contratti indicizzati potrebbero arrivare a spendere 2.711 euro tra luce e gas, il 12% in più rispetto alle stime precedenti al conflitto.
A pesare maggiormente sarà il gas, con una spesa annua che potrebbe toccare 1.834 euro, mentre l’elettricità salirebbe a 877 euro.
A complicare il quadro è anche il clima: il caldo anomalo ha già acceso i riflettori sui costi del raffrescamento domestico. L’uso dei condizionatori potrebbe costare il 19% in più rispetto al 2025, portando la spesa estiva media a circa 144 euro.
Carburanti
Nonostante il temporaneo taglio delle accise, i carburanti restano su livelli alti. Con una percorrenza annua di 10.000 km, un automobilista spenderà circa 1.177 euro per la benzina, in aumento del 7% rispetto al periodo pre-conflitto.
Ancora più marcato l’incremento del diesel: la spesa annua arriva a 1.190 euro, con un balzo del 26%.
L’impatto è ancora più evidente nel settore dei trasporti: per una tratta di 3.000 km, un camion passa da 1.283 euro a 1.622 euro, con un aggravio di 339 euro.
Mutui
Sul fronte dei mutui, la decisione della Bce di non intervenire sui tassi non ha fermato l’aumento delle rate variabili. A spingere al rialzo è l’Euribor, salito di circa 10 punti base a marzo.
Per un mutuo standard, la rata è già aumentata di circa 6 euro ad aprile, ma le prospettive indicano ulteriori rincari: si potrebbe passare dai 620 euro attuali a 662 euro entro fine anno. Su base annua, l’incremento stimato è di circa 50 euro.
Rc Auto
Per quanto riguarda l’Rc Auto, gli effetti del conflitto non sono ancora visibili, ma il rischio di aumento è concreto. L’esperienza della guerra in Ucraina insegna che l’inflazione energetica può riflettersi sulle tariffe assicurative con alcuni mesi di ritardo. A marzo 2026, il premio medio era pari a 643,97 euro. Un eventuale aumento del 15% porterebbe a un rincaro medio di circa 96 euro.
