L’evento, ospitato presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, ha riunito atleti olimpici, dirigenti sportivi, università, imprese e organizzazioni impegnate nella cooperazione euro-africana. Ad aprire i lavori è stato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, confermando il crescente peso della diplomazia sportiva nelle strategie italiane verso il continente africano.
Il filo conduttore dell’iniziativa è stato il ruolo dello sport come infrastruttura sociale ed economica: inclusione, formazione professionale, mobilità internazionale e sviluppo delle competenze sono diventati elementi chiave di una nuova cooperazione tra Italia e Africa. Negli ultimi anni il settore sportivo africano ha registrato una crescita significativa, sostenuta dall’espansione delle academy calcistiche, dall’organizzazione di eventi internazionali e dagli investimenti in impiantistica, formazione tecnica e turismo sportivo. In questo contesto, l’Italia ha puntato a rafforzare la propria presenza attraverso partnership educative, programmi universitari e collaborazioni federali.
I panel previsti durante la giornata hanno offerto una lettura concreta di questo scenario attraverso le esperienze di atleti e professionisti che hanno rappresentato un ponte tra i due continenti. Tra i protagonisti hanno figurato Daisy Oyemwenosa Osakue, primatista italiana del disco e simbolo delle seconde generazioni nello sport, Maria Benedicta Chigbolu e Vénuste Niyongabo, oggi impegnato in progetti educativi e giovanili in Burundi. Accanto a loro è intervenuto anche Fabrizio Cesana, da anni attivo nello sviluppo calcistico nella Repubblica del Congo, testimonianza di come il know-how sportivo italiano abbia trovato sempre più spazio nei mercati africani emergenti.
La parte conclusiva dell’evento ha affrontato invece il rapporto tra sport, innovazione e sviluppo economico, con la partecipazione di dirigenti d’impresa, federazioni e organizzazioni sportive attive tra Europa e Africa. È intervenuto anche Abderrazak Allam, impegnato nella promozione della pallavolo e del beach volley come strumenti educativi per le nuove generazioni.
In uno scenario geopolitico in cui l’Africa ha rappresentato uno dei principali mercati emergenti globali, la diplomazia sportiva si è confermata non soltanto un veicolo culturale, ma anche una piattaforma economica sempre più rilevante per la cooperazione internazionale italiana, capace di creare connessioni tra società civili, università, imprese e giovani talenti dei due continenti.
