L’opera sarà esposta “per alcuni giorni”, grazie alla collaborazione con Gallerie dell’Accademia di Venezia.
L’annuncio arriva mentre proseguono gli scavi archeologici nell’area dove, lo scorso gennaio, sono emersi resti riconducibili alla Basilica progettata da Vitruvio nel I secolo avanti Cristo, considerata l’unica opera che l’architetto romano affermò di aver seguito direttamente nella realizzazione. La scoperta, finanziata attraverso fondi del Pnrr – Next Generation Eu, è ritenuta dagli studiosi di straordinaria rilevanza scientifica.
Secondo quanto riferito dal Ministero della Cultura, le indagini archeologiche avviate il 15 aprile stanno restituendo nuovi elementi utili alla ricostruzione del complesso monumentale. Sono già stati riportati alla luce parte delle fondazioni del muro perimetrale, porzioni della muratura e frammenti di lastre lapidee probabilmente appartenenti alla pavimentazione originaria.
La visita istituzionale ha visto la partecipazione del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Fano Luca Serfilippi e del soprintendente Andrea Pessina, insieme alle autorità civili e di pubblica sicurezza del territorio.
Nel corso dell’incontro, il ministro ha inoltre ricordato l’impegno economico del Ministero della Cultura nelle Marche, con investimenti superiori a 124 milioni di euro attraverso il Pnrr e ulteriori 15 milioni di euro stanziati tra il 2022 e il 2025 per la valorizzazione del patrimonio museale regionale.
L’arrivo dell’Uomo Vitruviano a Fano rappresenta anche un’importante operazione culturale e turistica, destinata a rafforzare la visibilità nazionale della città marchigiana e a collegare simbolicamente il genio di Leonardo all’eredità architettonica di Vitruvio, figura centrale nella teoria dell’armonia delle proporzioni umane e urbane.
“Il rinvenimento della Basilica descritta da Vitruvio rappresenta una scoperta di eccezionale valore scientifico”, ha sottolineato Alessandro Giuli, aggiungendo che “l’antica Fanum è stata un modello architettonico della civiltà occidentale”.
