“Lavoriamo nel mercato comune dell’Ue e all’interno dello stesso contesto giuridico” – ci spiega l’Ambasciatore – i nostri imprenditori sono creativi, qualificati e dotati di una mentalità tecnica. Innovano le proprie tecnologie e riescono a resistere nella lotta alla concorrenza sui mercati esteri”.
Molti i punti in comune fra Cechia e Italia, anche sui temi europei.
Ambasciatore Kohout, che cosa hanno da offrire gli esportatori cechi al mercato italiano?
L’Italia è il quinto partner commerciale della Repubblica Ceca con un fatturato annuo di quasi 18 miliardi di euro. Tuttavia, il potenziale per un’ulteriore crescita delle reciproche relazioni economiche è considerevole, soprattutto nei settori dell’industria della difesa, dell’aviazione, dello spazio, dell’energia, della cybersicurezza e dei trasporti. Ci sono grandi opportunità anche nella cooperazione industriale e scientifica, e anche la cooperazione nei mercati terzi. Come prospettiva vediamo anche la collaborazione su progetti infrastrutturali in Africa nell’ambito del programma dell’Ue Global Gateway.
In Italia operano già centinaia di aziende ceche che da tempo dimostrano la loro competitività e creatività. Nel mercato italiano prosperano in vari settori come automotive, ferrovie, aerospazio, energia verde, digitale, agricoltura e It. Le imprese ceche possono trovare le opportunità sul mercato italiano anche nei settori smart city, sanità, infrastrutture, turismo, biotecnologie e nanotecnologie.
Che ruolo svolge l’Ambasciata nel sostenere gli scambi economici, commerciali e industriali fra i due Paesi?
La nostra Ambasciata cerca di aiutare il più possibile le imprese ceche a stabilire contatti, co-organizziamo missioni imprenditoriali, stabiliamo attivamente contatti con aziende italiane e associazioni imprenditoriali. Un’azienda che richiede consulenze è sempre la benvenuta. Per i potenziali acquirenti del mercato italiano è importante ricordare che l’Italia è composta da venti regioni molto diverse tra loro. L’Italia è caratterizzata da un gran numero di piccole e medie imprese industriali, spesso a conduzione familiare. È tattico stabilire contatti personali, fare ricerche di mercato, partecipare alle fiere, e trovare rappresentanti di vendita che abbiano un’ottima mappa del mercato.
Ci sono in corso delle collaborazioni specifiche fra le imprese ad alto contenuto tecnologico?
Abbiamo diversi casi di collaborazione tra aziende tecnologiche. Grazie alla visita a Roma del Ministro dei Trasporti della Repubblica Ceca Martin Kupka insieme alle aziende ceche all’inizio di 2025 si sono aperti i colloqui tra i rappresentanti italiani e le aziende e istituzioni presenti. La missione è stata focalizzata sull’industria ferroviaria, automobilistica e sullo spazio. Nell’ambito della visita si è tenuto un workshop con le aziende ceche e italiane, con la partecipazione delle più importanti aziende italiane del settore spaziale e della difesa. La missione ha avuto un forte focus su innovazione, scienza e ricerca.
A giugno si è svolta presso la nostra Ambasciata la presentazione delle aziende tecnologiche ceche di successo del settore della cyber security ed anche in quest’occasione si sono allacciati i contatti con i partner italiani.
I nostri Paesi collaborano con successo anche nell’ambito della scienza e della ricerca. Nel 2012 è stato firmato un Memorandum d’Intesa tra Infn, Eli Beamlines e l’Istituto di Fisica dell’Accademia Ceca delle Scienze di Praga per la realizzazione di Elimed, un impianto per l’accelerazione del trattamento dei tumori, installato presso Eli-Beamlines a Praga. L’Infn prevede un’ulteriore cooperazione con la Repubblica Ceca nell’ambito del primo progetto globale in assoluto, Eupraxia, che svilupperà un’infrastruttura specializzata per la ricerca sull’accelerazione di particelle basata su nuovi concetti di accelerazione al plasma e tecnologia laser.
Sulle questioni europee che sinergie ci sono fra Italia e Repubblica Ceca?
Il ministro dei trasporti Martin Kupka ha avuto durante la sua visita a Roma i colloqui con il Vicepremier ed il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini e con il Ministro per le Imprese e per il Made in Italy Adolfo Urso. Il tema principale dei colloqui è stata la collaborazione riguardo alla revisione del quadro normativo dell’Ue e al futuro dell’industria automobilistica. L’Italia, così come la Repubblica Ceca, non è d’accordo con le sanzioni contro le case automobilistiche in caso di mancato rispetto dei “limiti di flotta” delle emissioni di Co2 e con la fine della produzione di motori a combustione nel 2035. M. Kupka ha inoltre informato la parte italiana dell’avvio della costruzione di linee ad alta velocità nella Repubblica Ceca. Con il ministro Urso è stata discussa anche la collaborazione nel settore spaziale.
A maggio si è svolto un viaggio di lavoro molto riuscito della Commissione Economica della Camera dei Deputati del Parlamento della Repubblica Ceca in Italia. Hanno partecipato il presidente della commissione Ivan Adamec, i vicepresidenti della commissione Jan Bauer e Martin Kolovratník, e il deputato e presidente del gruppo interparlamentare di amicizia tra Italia e Repubblica Ceca Vojtěch Munzar. I deputati si sono incontrati con i loro omologhi del Parlamento Italiano. La Repubblica Ceca e l’Italia condividono preoccupazioni riguardo allo sviluppo dell’industria automobilistica, minacciata da proposte di norme sulle emissioni tecnicamente irrealizzabili, multe per flotte e la fissazione dell’anno 2035 per la cessazione della produzione di motori a combustione.
La Repubblica Ceca e l’Italia promuovono un approccio alla motorizzazione automobilistica basato sul principio di neutralità tecnologica. La transizione verso le nuove tecnologie deve essere sostenibile dal punto di vista economico e sociale. Le delegazioni hanno trovato un accordo anche nel campo dell’intelligenza artificiale, dove l’Ue è in ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Il Presidente della Commissione Economica Ivan Adamec, ha sottolineato nelle sue dichiarazioni che per paesi esportatori come la Repubblica Ceca e l’Italia, il trasporto è di fondamentale importanza; senza trasporto non si può fare commercio e non può funzionare l’industria.
Il tasso d’inflazione in Repubblica Ceca ha invertito rotta nel 2024 ed è iniziato a calare. Quali sono le prospettive per il 2025?
Secondo lo scenario di base delle previsioni macroeconomiche del Ministero delle Finanze, l’economia ceca dovrebbe accelerare nel 2025 e registrare una crescita di circa il 2%, rispetto all’1,1% dello scorso anno. Il motore principale saranno i consumi delle famiglie, sostenuti dalla crescita dei redditi reali. Anche l’aumento dell’attività di investimento e della spesa pubblica contribuiranno leggermente alla crescita. L’inflazione media annua si dovrebbe stabilizzare al 2,4% quest’anno, per poi scendere leggermente al 2,3% nel 2026. Nel 2026, si prevede un’ulteriore accelerazione della crescita economica al 2,4%, principalmente grazie a una più forte dinamica degli investimenti e alla ripresa delle economie dei principali partner commerciali. Tuttavia, l’impatto dell’introduzione dei dazi statunitensi sulle importazioni dall’Unione Europea, che è il principale partner commerciale della Repubblica Ceca, è incerto.
Claudio Valenti
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