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“Gli sviluppi economici in Italia hanno un impatto diretto sull’economia croata”. Intervista al ministro delle Finanze croato, Tomislav Ćorić,

Obiettivo della Croazia è quello di migliorare la cooperazione economica bilaterale con l’Italia attraverso un contesto imprenditoriale stabile, collegamenti infrastrutturali più solidi e progetti comuni in grado di accrescere la competitività dell’intera regione adriatico-mediterranea.

“Il fatto che gli investitori scelgano la Croazia e vi ritornino rappresenta la migliore prova che il sistema funziona”  ci mette in evidenza Tomislav Ćorić, attuale ministro delle Finanze, ex vice governatore della Banca Nazionale Croata ed ex ministro dell’Economia.

Ministro, che cosa ne pensa dell’attuale situazione economica in Europa, alla luce dei conflitti in corso?

Nonostante  questo periodo di intensa incertezza geopolitica, l’economia europea sta per ora mostrando una certa resilienza e le istituzioni dell’Unione Europea, così come i governi nazionali, hanno sviluppato meccanismi di risposta alle crisi più efficaci. Tuttavia, se l’instabilità geopolitica dovesse protrarsi, i suoi effetti sulla crescita, sugli investimenti e sulla competitività dell’economia europea saranno certamente più marcati.

In questo contesto, siamo particolarmente incoraggiati dal fatto che la Croazia stia registrando una crescita economica molto forte. La nostra crescita è circa il doppio della media Ue, il mercato del lavoro rimane stabile, le finanze pubbliche sono sotto controllo e il ciclo degli investimenti, alimentato da fondi europei e investimenti privati, resta molto dinamico. Ciò conferma che l’economia croata è oggi più resiliente, più competitiva e più stabile a livello istituzionale rispetto a qualche anno fa.

Le relazioni economiche e commerciali tra Croazia e Italia sono eccellenti sotto molti aspetti. Si può fare di più?

La Croazia e l’Italia intrattengono relazioni economiche eccezionalmente strette e tradizionalmente solide. L’Italia è tra i più importanti partner commerciali esteri della Croazia, e grazie a questo legame, gli sviluppi economici in Italia hanno naturalmente un impatto diretto sull’economia croata.

La presenza di capitali italiani nel settore finanziario croato è particolarmente importante, dato che i gruppi bancari italiani hanno svolto un ruolo significativo nello sviluppo del mercato interno e nel finanziamento dell’economia per decenni. Sono tuttavia convinto che vi siano ampi margini per un ulteriore approfondimento della cooperazione, soprattutto nei settori manifatturiero, energetico, logistico, della trasformazione digitale e degli investimenti congiunti in innovazione e tecnologie sostenibili.

Che posizione occupano turismo e commercio?

Il turismo rappresenta un importante anello di congiunzione tra i nostri Paesi. Gli ospiti italiani sono tradizionalmente tra i visitatori più numerosi della Croazia, rappresentando circa il 4% del totale dei pernottamenti turistici.

Anche nel commercio si registrano tendenze positive. Nel 2025, le esportazioni croate verso l’Italia sono aumentate di oltre il 6%, raggiungendo quasi 3 miliardi di euro, a conferma della crescente competitività dei prodotti croati sul mercato italiano. Allo stesso tempo, l’Italia si conferma uno dei principali fornitori dell’economia croata, soprattutto nei settori dei macchinari, delle attrezzature e dei prodotti industriali.

Quali incentivi offre il governo per agevolare gli investimenti diretti esteri?

Quando un investitore straniero valuta dove investire oggi, prende in considerazione diversi fattori chiave: stabilità, prevedibilità e accesso al mercato. Oggi la Croazia può offrire tutti e tre. Facciamo parte dell’Eurozona, il che significa che non esiste un rischio di cambio. Facciamo parte dell’area Schengen. E tutte e tre le principali agenzie di rating ci hanno assegnato un rating di credito per gli investimenti. Questo non è un risultato casuale, ma frutto di anni di disciplina fiscale e riforme strutturali.

Per quanto riguarda gli strumenti specifici offerti dal Governo, il quadro di riferimento centrale è la Legge sulla promozione degli investimenti. Essa prevede agevolazioni fiscali sugli utili e sostegno finanziario per la creazione di nuovi posti di lavoro e per i costi degli investimenti di capitale. Per le imprese che desiderano non solo produrre in Croazia, ma anche sviluppare e innovare, esiste anche la Legge sul sostegno statale ai progetti di ricerca e sviluppo. Il Ministero dell’Economia, in coordinamento con le altre autorità competenti a livello nazionale e locale, fornisce gratuitamente supporto amministrativo e di consulenza durante l’intero processo, dal primo contatto all’attuazione del progetto.

In qualità di Ministro delle Finanze, e prima ancora di Ministro dell’Economia, ho spesso partecipato personalmente a trattative dirette con gli investitori, anche in periodi in cui, oltre alla Croazia, venivano presi in considerazione diversi altri Paesi.

Mercato dei capitali, un capitolo a cui la Croazia pone molta attenzione. Quali sono le prospettive di crescita?

Il mercato dei capitali in Croazia sta attraversando una fase di forte sviluppo e credo che rappresenti una delle trasformazioni più importanti dell’economia croata. Dopo il calo registrato durante la pandemia, il mercato si è ripreso con forza: Crobex è cresciuto di quasi il 200% dal 2020, con una crescita prevista di quasi il 26% nel 2024 e di oltre il 20% nel 2025. Ciò dimostra la crescente fiducia degli investitori e una migliore percezione dell’economia croata.

È particolarmente importante sottolineare che negli ultimi anni abbiamo coinvolto maggiormente i cittadini nel mercato dei capitali. Da marzo 2023, abbiamo realizzato venti emissioni di titoli di Stato per i cittadini – buoni del tesoro e obbligazioni nazionali – che hanno riscosso un fortissimo interesse pubblico. Oggi i cittadini detengono oltre l’8,5% del debito pubblico croato e sono stati investiti circa 16 miliardi di euro attraverso quasi 449.000 offerte di investimento.

Il Governo intende attuare altre misure per lo sviluppo del mercato dei capitali?

Il governo ha adottato il Quadro strategico per lo sviluppo del mercato dei capitali entro il 2030, corredato da un piano d’azione per l’attuazione; è stata avviata la cooperazione regionale e l’integrazione del mercato dei capitali con i paesi partner, e il progetto ha ricevuto il sostegno della Commissione europea. Insieme a Hanfa, abbiamo lanciato il programma “Sandbox PutNaTržište”, che consente alle aziende di prepararsi alla quotazione in borsa, mentre Hbor sta lavorando alla creazione di fondi pre-Ipo e Ipo per agevolare l’accesso al capitale per le imprese nazionali.

Il nostro obiettivo è sviluppare un mercato dei capitali più solido e resiliente, con una maggiore quota di finanziamenti non bancari, maggiori investimenti nell’imprenditorialità e nell’innovazione e un ulteriore rafforzamento della cultura degli investimenti tra i cittadini.

A.C.

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