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Great Place to Work pubblica la classifica dei Best WorkPlaces italiani

Il ranking è stato stilato da Great Place to Work Italia ascoltando il parere di 219mila collaboratori di 379 organizzazioni, suddivise in base al numero di dipendenti (10-49, 50-149, 150-499 e più di 500), attive sul territorio nazionale. Un terzo di queste appartiene al settore It (30%), seguono poi industria manifatturiera e produzione e i servizi professionali (15%), mentre a livello di distribuzione territoriale più di 3 aziende su 4 (77%) hanno sede in Lombardia, Lazio e Veneto. “La crescita delle organizzazioni, anche nel Sud, passa dallo sviluppo di un rapporto di fiducia tra persone e leader aziendalidichiara Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia

L’elevato grado di fiducia dei collaboratori è il volano alla base della crescita

delle performance economico-finanziarie dei 60 migliori luoghi di lavoro italiani. Questi ultimi, secondo quanto svelato dall’analisi del ranking Best Workplaces Italia 2024 stilato da Great Place to Work Italia, hanno registrato un Trust Index, l’indicatore del clima di fiducia di un’organizzazione, pari all’89%, stabile rispetto al 2023 e in crescita dell’8% nel confronto con il 2019. Divario che s’allarga addirittura al +18% nel confronto con le altre aziende analizzate che hanno fatto registrare un Trust Index medio del 71%. Un altro interessante strumento d’analisi è rappresentato dall’Overall Satisfaction, una valutazione più diretta e istintiva dell’ambiente di lavoro che, nel 2024, è risultato essere pari al 92% (+6% nel confronto con il 2019).

Un livello elevato di fiducia dei dipendenti si riflette direttamente sul fatturato aziendale

i “best workplaces italiani” nel 2023 hanno avuto una crescita media dei ricavi, rispetto all’anno precedente, del 28%, un dato che se confrontato con il +0,6% medio fatto registrare nell’incremento del fatturato da parte delle organizzazioni italiane appartenenti ad industria e servizi incluse nell’indice Istat fa capire l’importanza, per lo sviluppo del business aziendale, di avere dei dipendenti soddisfatti. Questi sono solo alcuni degli insight principali che emergono dalla nuova classifica Best Workplaces Italia 2024, redatta da Great Place to Work Italia, società di ricerca, tecnologia e consulenza organizzativa leader nell’analisi della employee experience, ascoltando il parere espresso da 219mila collaboratori di 379 aziende italiane, suddivise, in base al numero di collaboratori: (10-49), (49-149), (150-499), (+ di 500).

Entrando più nel dettaglio, nell’analisi del ranking delle 60 migliori aziende italiane per cui lavorare nel 2024, si scopre come

Un’organizzazione su 3 (30%) appartiene al settore It

seguono industria manifatturiera e produzione e i servizi professionali (15%), biotecnologie e farmaceutica, servizi finanziari e assicurazioni (8%), sanità (5%), media e retail (3%), edilizia/costruzioni, elettronica, ingegneria, alberghiero, telecomunicazioni, trasporti (2%) e agricoltura (1%). A livello di distribuzione territoriale, invece, più di 3 aziende su 4 (77%) hanno sede in Lombardia (52%), Lazio (17%) e Veneto (8%) e in totale sono 13 le regioni italiane rappresentate nel ranking. Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Basilicata, Sardegna non hanno invece “best workplaces” sul territorio. “Nonostante la minore presenza delle aziende nel sud Italia, siamo molto felici che realtà come la molisana Prestiter, la campana Pa Advice, la pugliese Apuliasoft, la siciliana Plurimpresa, l’abruzzese Novidis e la calabrese ACSoftware siano riuscite a guadagnare il riconoscimento come migliori organizzazioni per cui lavorare in Italia. La crescita e il riscatto del Sud, che noi supportiamo anche con una classifica dedicata in uscita a dicembre 2024, a nostro parere parte da una diversa concezione dell’organizzazione aziendale e da un rapporto di fiducia tra persone e leader aziendali”, dichiara Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia.

I migliori luoghi di lavoro italiani

L’impatto, nel medio lungo-periodo, del turnover sui costi nascosti di un’organizzazione: sulla base di una simulazione svolta da Great Place to Work Italia su dati proprietari, un “best workplace” con un tasso di turnover pari al 10%, che è il valore medio per le organizzazioni attive nel Nord Italia, avrà minori costi nascosti da qui a 10 anni. “I costi nascosti del turnover sono tra i costi più difficili da identificare, ma sono proprio quelli che aumentano le inefficienze delle organizzazioni proprio a causa delle risorse spese nella selezione, nella formazione e nell’attesa che il nuovo collaboratore raggiunga le performance del dimissionario spiega Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia  Una buona strategia di employer branding, basata sul feedback diretto delle persone, riduce i costi di assunzione e di turnover, fenomeni in deciso aumento, soprattutto nelle nuove generazioni”.

 

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