Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riunito alla Farnesina i rappresentanti delle principali associazioni imprenditoriali, insieme ai vertici di Ice, Simest, Cassa Depositi e Prestiti e Sace, per analizzare l’impatto economico della situazione nello Stretto di Hormuz e valutare gli strumenti di supporto alle aziende più esposte.
L’incontro si è svolto all’indomani dell’annuncio dell’intesa tra Stati Uniti e Iran e ha avuto come obiettivo principale la valutazione delle condizioni per una ripresa sicura del traffico marittimo nell’area, snodo strategico per gli approvvigionamenti energetici e per gli scambi commerciali globali.
Tajani ha sottolineato che la riapertura dello Stretto dovrà avvenire garantendo piena sicurezza della navigazione e rispetto della libertà di transito, in linea con i principi richiamati anche dai leader del G7.
L’Italia, ha spiegato il ministro, è impegnata con i partner internazionali nelle iniziative volte a favorire il ripristino dei collegamenti commerciali e la stabilità dell’area. Nel frattempo, è previsto il progressivo rientro in sede del personale dell’Ambasciata italiana a Teheran.
Nel corso della riunione sono stati illustrati anche gli strumenti messi in campo per sostenere le imprese maggiormente colpite dalle tensioni geopolitiche. Ice e Simest hanno presentato le misure disponibili per accompagnare le aziende nei mercati esteri e rafforzarne la capacità di risposta agli shock internazionali.
Tra le principali criticità affrontate figurano l’aumento dei costi energetici e logistici, con effetti diretti sulla competitività delle imprese italiane e sulla gestione delle catene di approvvigionamento.
Secondo Tajani, la stabilizzazione dello scenario mediorientale e la piena ripresa dei traffici attraverso Hormuz rappresentano condizioni essenziali per ridurre la pressione sui costi di produzione e trasporto. Parallelamente, il ministro ha evidenziato la necessità di accelerare lo sviluppo di rotte alternative e nuove connessioni strategiche, citando il corridoio Imec e le opportunità legate alla rotta artica.
Il confronto ha confermato la centralità della diversificazione commerciale e logistica come leva per aumentare la resilienza del sistema produttivo nazionale.
“Le imprese italiane hanno dimostrato una grande capacità di adattamento anche nelle fasi più complesse dello scenario internazionale – ha sottolineato Tajani – come dimostra il percorso di crescita dell’export”.
