L’Italia rafforza il proprio posizionamento come destinazione attrattiva per gli investimenti diretti esteri, con un portafoglio di 64 progetti per un valore complessivo di 71 miliardi di euro, di cui circa il 60% destinato al Mezzogiorno. È quanto emerge dai dati aggiornati a marzo 2026 relativi all’attività di tutoraggio istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, realizzata attraverso la Segreteria Tecnica del Comitato Attrazione Investimenti Esteri.
Il Caie, organismo interministeriale che coordina le politiche nazionali per l’attrazione degli investimenti esteri, opera in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Conferenza delle Regioni, con il supporto operativo di Invitalia e Agenzia Ice.
Secondo i dati dello Sportello Unico Nazionale Invest in Italy, le iniziative coinvolgono 21 Paesi, con gli Stati Uniti primo partner per numero di progetti. Gli investimenti si distribuiscono su 16 settori strategici, con una forte concentrazione in energia e infrastrutture, materie prime critiche, life sciences, tecnologie avanzate e quantum computing. Proprio la crescente presenza di investimenti nelle tecnologie di frontiera rappresenta uno degli elementi distintivi del portafoglio 2025-2026, contribuendo a posizionare l’Italia tra i principali hub europei ad alto contenuto innovativo.
Un dato particolarmente significativo riguarda il Mezzogiorno, che si conferma sempre più centrale nelle strategie di sviluppo. Oltre la metà dei progetti – 39 iniziative per 36 miliardi di euro – si concentra nelle regioni meridionali, con circa 22 miliardi distribuiti su 12 progetti, al netto delle operazioni legate ai data center e alle misure previste dal Decreto Asset (DL 104/2023). Questo trend evidenzia il ruolo crescente del Sud come polo di attrazione per investimenti ad alto valore aggiunto, soprattutto nei settori tecnologici e infrastrutturali.
L’ultimo anno ha segnato una decisa accelerazione: nel 2025 sono stati avviati 25 nuovi progetti, quasi tre volte il totale del biennio precedente. Una dinamica che rappresenta un punto di svolta e rafforza la fiducia degli investitori internazionali nella stabilità normativa e nella capacità del sistema Paese di gestire progetti complessi. Il trend positivo prosegue anche nel 2026, con 6 nuove iniziative già avviate nei primi mesi dell’anno.
