All’incontro partecipano rappresentanti di cinque Paesi – Algeria, Tunisia, Italia, Austria e Germania – con l’obiettivo di coordinare le fasi operative necessarie alla realizzazione dell’infrastruttura energetica. Il corridoio dell’idrogeno consentirà di esportare idrogeno verde prodotto in Algeria verso l’Europa, contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico e alla riduzione delle emissioni di carbonio.
Il progetto rappresenta anche un tassello importante per rafforzare il ruolo dell’Algeria come futuro fornitore di energie pulite per il continente europeo, in un contesto in cui l’Unione europea sta accelerando gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nei nuovi vettori energetici a basse emissioni.
Parallelamente allo sviluppo del corridoio dell’idrogeno, Algeria e Italia stanno studiando la possibilità di creare un collegamento elettrico sottomarino nel Mediterraneo per esportare energia pulita sotto forma di elettricità decarbonizzata. L’iniziativa rientra nella più ampia strategia di cooperazione energetica tra i due Paesi e potrebbe rafforzare l’integrazione energetica tra le due sponde del Mediterraneo.
Il progetto South H2 Corridor è sviluppato dai gruppi energetici algerini Sonelgaz e Sonatrach in collaborazione con la compagnia italiana Eni. L’infrastruttura è considerata uno dei progetti chiave per la futura filiera dell’idrogeno verde tra Nord Africa ed Europa, oltre che un tassello della strategia europea di diversificazione delle fonti energetiche.
Secondo gli osservatori del settore, l’avanzamento dell’iniziativa potrebbe contribuire alla creazione di una nuova dorsale energetica mediterranea basata sulle rinnovabili, rafforzando allo stesso tempo la sicurezza energetica europea e aprendo nuove opportunità industriali e tecnologiche per i Paesi coinvolti.
