Nel 2025 il comparto del wedding tourism ha superato 1,1 miliardi di euro di fatturato (+19,6%), con circa 16.700 matrimoni di coppie straniere celebrati nella Penisola (+9,8%) e oltre 3 milioni di pernottamenti generati.
I dati emergono dal nuovo rapporto dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy commissionato da Convention Bureau Italia, che certifica il passaggio del settore a una fase di crescita strutturale dopo il recupero post-pandemico.
Usa primo mercato, crescono i long haul
Gli Stati Uniti si confermano leader con il 31,7% delle richieste, seguiti da Regno Unito e Germania. In parallelo, si rafforza l’interesse dai mercati a lungo raggio – tra cui Australia, Canada, India, Cina ed Emirati Arabi – su cui si concentrano le strategie di promozione per diversificare la domanda e consolidare la sostenibilità del settore.
Toscana in testa, vincono lago e borghi
La Toscana resta la regione più richiesta, seguita da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le location più ambite spiccano il Lago di Como, la Costiera Amalfitana e il Chianti.
Il wedding tourism si distingue per la capacità di distribuire ricchezza nei territori: borghi, ville storiche e dimore rurali sono preferiti ai grandi centri urbani, con effetti positivi anche sulla destagionalizzazione, grazie alla crescita degli eventi nei mesi autunnali.
Spesa elevata e filiera qualificata
La spesa media per evento raggiunge i 67mila euro (+8,9%), confermando il posizionamento high-spending del segmento. Quasi una coppia su due (46,8%) si affida a un wedding planner professionista, mentre la cerimonia simbolica resta la formula più scelta (65,4%), davanti ai riti civili e religiosi. Il rapporto analizza anche il mercato domestico: i matrimoni celebrati da italiani fuori regione valgono 369 milioni di euro (+6,5%), con 8.500 eventi e un budget medio di 43.400 euro.
“Il superamento del miliardo di euro dimostra il ruolo strategico del wedding nell’economia turistica nazionale”, ha commentato il ministro del Turismo Daniela Santanchè.
