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Il Mediterraneo ridisegna le rotte del commercio mondiale: porti italiani in crescita

Rapporto annuale “Italian Maritime Economy” di Srm, Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, dal titolo “Stretti e rotte marittime nel nuovo scenario globale”.

Le tensioni nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso e lungo il Canale di Suez hanno accelerato il processo di revisione delle rotte marittime, spingendo compagnie di navigazione e operatori logistici a ricorrere a deviazioni, attività di transhipment e percorsi alternativi per garantire la continuità degli approvvigionamenti.

La riorganizzazione degli scambi riguarda anche gli equilibri tra le principali economie mondiali. Il raffreddamento dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina sta favorendo una maggiore integrazione dell’Asia meridionale e sud-orientale: nel 2025 l’import statunitense dalla Cina è diminuito del 30%, mentre quello dai Paesi Asean è aumentato del 29%. Parallelamente, la Cina ha rafforzato i flussi commerciali verso Africa e Sud-Est asiatico, compensando in parte la riduzione degli scambi con Washington.

Nonostante le difficoltà legate a Suez, il Mediterraneo conferma il proprio ruolo strategico. Nel 2025 i principali porti container dell’area hanno superato 72 milioni di Teu, con una crescita del 5,9%. Secondo il Rapporto, il traffico container mediterraneo potrebbe aumentare del 15% nel prossimo quinquennio, con una dinamica superiore alla media mondiale.

Per l’Italia, il settore marittimo rappresenta un asset fondamentale per la competitività del sistema produttivo. Nel 2025 il commercio estero italiano ha superato 1.200 miliardi di euro, con un export pari a 643 miliardi. Una quota significativa degli scambi internazionali passa attraverso il mare, che continua a essere una componente essenziale per le relazioni commerciali del Paese.

Anche i porti italiani mostrano una crescita. Nel 2025 le Autorità di Sistema Portuale hanno movimentato 511 milioni di tonnellate di merci, con un aumento del 3,5%. A trainare la dinamica positiva sono soprattutto il traffico container, arrivato a 132 milioni di tonnellate, e il comparto Ro-Ro, che ha raggiunto 122 milioni di tonnellate.

L’Italia mantiene inoltre la leadership europea nello Short Sea Shipping, con 304 milioni di tonnellate movimentate e una quota di mercato del 15,6%. Un primato che conferma il ruolo del Paese nei collegamenti marittimi a corto raggio e nella distribuzione delle merci nel Mediterraneo.

Secondo Srm, la prossima sfida per il sistema portuale italiano non sarà soltanto aumentare i volumi movimentati, ma migliorare la connessione tra porti, infrastrutture ferroviarie, aree produttive e mercati internazionali. In questa prospettiva, oltre 13 miliardi di euro di investimenti sono destinati a interventi su ultimo miglio, accessibilità marittima, collegamenti ferroviari e digitalizzazione degli scali.

Il Rapporto evidenzia come la Blue Economy, l’intermodalità ferro-mare e i nuovi corridoi logistici, tra cui l’Imec, saranno elementi centrali per rafforzare il ruolo del Mediterraneo come piattaforma di collegamento tra Europa, Asia e Africa. Investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e adeguamento alle nuove normative ambientali europee diventano quindi leve strategiche per la competitività futura della logistica italiana.

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